La protesta
Sos di Confesercenti «Non demoliamo ora il ponte di via G. Pietro»
avenza
Una lettera, sia al sindaco Francesco De Pasquale, sia al governatore Enrico Rossi, per chiedere il rinvio della demolizione del ponte “Giovan Pietro” sul Carrione ad Avenza. A scriverla il presidente di Confesercenti Carrara Nando Guadagni che dice “no” al cantiere, specialmente in questo periodo. Guadagni comincia dallo studio idrogeologico della Regione dopo l'alluvione del 2014, fatto per «individuare le criticità che il torrente può incontrare lungo il suo tragitto e che possano essere eventuale causa di malaugurate future esondazioni». «Le conclusioni dello studio - dice - hanno individuato alcuni interventi necessari per la mitigazione del rischio idraulico del torrente, tra i quali la demolizione e la successiva ricostruzione del ponte ad Avenza. In alternativa era stato però considerato anche l’allargamento della sezione idraulica in corrispondenza del ponte di via Covetta, situato a valle, che non comprendiamo per quale motivo tale ipotesi sia stata scartata. Stiamo parlando di un ponte costruito meno quindici anni fa, che non presenta fortunatamente criticità; senza dimenticare che l’intervento costerà alle casse regionali la cospicua somma di 700 mila euro», riepiloga e fa notare Guadagni che contesta anche la scelta del periodo. Perché, ragiona, «è del tutto evidente che il tessuto commerciale e produttivo del centro storico di Avenza, messo duramente alla prova dalla lunga fase di lockdown, attualmente si trova in una condizione economico finanziaria assolutamente critica, ed è ancora alle prese con la programmazione di una riapertura che presenterà notevoli difficoltà». «La successiva interruzione della viabilità, a seguito della demolizione del ponte, di collegamento al centro storico di Avenza, per un periodo almeno di sei mesi (ipotesi di durata del cantiere), ieterminerà la chiusura definitiva della maggior parte delle attività imprenditoriali del centro storico». Ecco perché, chiosa, «chiediamo di valutare le possibili alternative e nel frattempo di rinviare l’inizio dell’esecuzione dei lavori almeno al 2021, nell’auspicio che nel frattempo possa essere ripristinata una parvenza di normalità e le attività abbiano avuto il tempo necessario per recuperare». —
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