Il Tirreno

albiano magra 

Piantine officinali sparite all’Orto della Legalità

Gianluca Uberti
Piantine officinali sparite all’Orto della Legalità

La protesta dei gestori: servivano ai laboratori sensoriali per ragazzi difficili Sarebbero stati gli operai del Comune di Aulla. L’amministrazione: rimedieremo

3 MINUTI DI LETTURA





aulla

Spiacevole episodio nel quartiere di Sottorivazzo ad Albiano Magra. Qualcuno senza farlo apposta, probabilmente gli operai comunali, come testimoniano gli abitanti della zona che li avrebbero visti all’opera, ha tagliato l’erba, spazzando via anche delle piantine di erbe officinali che dovevano servire per dei laboratori sensoriali, nell’Orto della Legalità, iniziativa che nasce nel 2014 con la necessità di creare un'area contro la disgregazione sociale, in un luogo che, di fatto, rappresentava il tipico caso di cementificazione selvaggia.

A denunciare il fatto è il principale promotore del progetto, il consigliere comunale di minoranza Arturo Andrea Demetrio, incredulo per quanto accaduto nello spazio intitolato a Fabrizio Mancini detto "Mancinone", operaio del Comune morto nel 2018 a 59 anni. «Laddove il vento e il coronavirus non erano riusciti a piegarci, ci ha pensato questa azione scellerata – scrive Demetrio sulla pagina Facebook dell’Orto della Legalità – fino a oggi non siamo entrati all'interno dell'Orto nel pieno rispetto dei DPCM emanati per il contenimento del Covid-19. Il 15 di aprile ho gioito apprendendo dell'ordinanza emanata dalla Regione Toscana perché ci dava la possibilità di riprendere la nostra attività sociale nel rispetto delle norme di sicurezza. Giustamente, l'erba era incolta, seppur bassa e il cuore piangeva a vedere la tettoia parzialmente rovinata dalla furia del vento, ma non potevamo entrare. In ritardo all'impiantamento, avevo deciso, nel frattempo e dopo il nulla osta del Governatore Rossi, di piantare delle erbe officinali da usare per i nostri laboratori. Piantine essenziali al nostro progetto per il mese di settembre. Le avremmo rimosse, quelle piantine, e solo dopo "l'invasatura" avremmo ripulito tutto per realizzare le porzioni dedicate alle filiere dei pomodori e zucche presenti da tre anni». Continua: «Nessuno mai, in questi anni, se non il sottoscritto, insieme ai ragazzi del quartiere che si impegnano al mantenimento di questo spazio verde, si era occupato della pulizia. Avevamo comprato un tagliaerba per questo, perfino con le mani tiravamo via l'erba per preservare il contorno. Addirittura, nonostante le tante promesse, neanche l'acqua abbiamo a disposizione. Avevamo ricevuto in dono una cisterna da Fivizzano, riempita quotidianamente attingendo dalle fontane pubbliche e dalla mia abitazione».

Qualcuno invecve è intervenuto, ma in maniera maldestra, estirpando le piantine officinali. «Non c'è più una sola piantina officinale che cresceva tra l'erba Perché? - prosegue Demetrio - perché tagliare l'erba in questo momento che gli spazi pubblici sono interdetti? Perché tagliare in quello che, comunque, non è un parchetto? Perché non avvisare? Perché proprio ora?». Il consigliere comunale sottolinea poi di essersi recato dalla geometra Amorfini dell’ufficio Urbanistica, la quale avrebbe garantito che l’amministrazione rimedierà mandando nuovamente gli operai a pulire l’area, mentre il ripristino spetterà a chi quello spazio cura da anni a beneficio dei più piccoli. —

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore