Toscana
«Noa: meno male che c’è Il vecchio Monoblocco deve essere riattivato»
La 28 Aprile “promuove” la sanità apuana ma parla di inadeguatezza delle strutture territoriali e del distretto
massa
«Per fortuna la Provincia di Massa Carrara è dotata di un nuovo ospedale (sorto con l’opposizione di molti), che a detta anche dai professionisti che vi lavorano, è stato in grado, stante il suo modello edilizio, di dimostrare la sua efficienza a fronteggiare l’emergenza epidemica che ci ha investito (con una casistica maggiore che in altre zone della Toscana), consentendo una riorganizzazione degli spazi e dei percorsi con una separazione fra positivi e negativi Covid-19 evitando i drammi del contagio che si sono manifestati nella loro tragicità in altre Regioni d’Italia». Ad affermarlo è l’associazione 28 Aprile in un intervento che nell’esistenza del Noa ravvisa uno degli elementi di positività nella risposta all’emergenza. Ma gli ex Arancioni vedono anche una «inadeguatezza della sanità territoriale sia per quanto attiene la carenza di posti letto di cure intermedie (che non possono essere allocati né nelle Rsa né alla Don Gnocchi) per decongestionare l’ospedale, riconsegnandolo alla sua funzione di far fronte alle acuzie e sia per la mancanza di Case della Salute e di un nuovo e capiente distretto. Certo se avessimo avuto un nuovo distretto di 4000 o 6000 metri quadri nell’area della stazione forse avremmo, potuto, oggi, organizzare il territorio diversamente, anche in questa situazione eccezionale».
Secondo la 28 Aprile, lo si legge in un documento diffuso da Elena Cordoni, «la persistenza sul territorio del Monoblocco di Carrara e del Monoblocco di Massa, riveduti sotto l’aspetto della sicurezza, servono sicuramente allo scopo di accogliere posti letto “dormienti”, ma attivabili, di terapia intensiva e sub-intensiva e posti letto di cure intermedie oggi Covid-19 e in seguito di posti letto a disposizione del territorio. Il lavoro per rendere antisismici e tecnicamente dotati i due vecchi ospedali non sarà né banale nè poco costoso, ma è l’unica strada per dotare il territorio di edifici capaci di rendere la nostra sanità all’altezza dei bisogni odierni e del futuro».
Dunque, per la 28 Aprile, «realizzazione di un ospedale per acuti efficiente, distretto nuovo e capiente, Casa della salute e posti letto di cure intermedie sufficienti a garantire le dimissioni precoci degli ospedali e mantenimento dell’Ospedale del cuore di Montepepe sono i cardini della buona sanità territoriale. —
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