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Gli anarchici rinunciano: salta la festa del Primo Maggio
«Ci dispiace ma scendere in piazza sarebbe un pericolo per la salute pubblica» dicono i libertari del gruppo Germinal che invitano a riempire la città di fiori rossi
carrara
Anche gli anarchici rinunciano a scendere in piazza: il Primo maggio niente sfilata, niente fiori ai martiri della libertà, niente “Addio Lugano bella”. Erano anni che non accadeva. Una decisione sofferta che i libertari del gruppo anarchico Germinal Fai Carrara spiegano citando Michail Bakunin – "Una società che ubbidisce alla legislazione perché è imposta dall’accademia e non a causa del suo carattere razionale, sarà una società di bruti e di idioti. " – riconoscendo «dinanzi a questo virus, pericolo oggettivo per la salute pubblica, e soprattutto per le fasce più deboli» di rinunciare all’ organizzazione e allo svolgimento del loro tradizionale Primo Maggio.
«Lo facciamo con rammarico, con dispiacere, ma con la convinzione di aver fatto la scelta giusta. Il Primo Maggio è dei lavoratori e appunto mossi dal rispetto e dalla solidarietà nei confronti di chi con il proprio lavoro ha speso energie immense, perdendo la vita negli ospedali cercando di arginare l' aggressività del Covid, che abbiamo preso questa decisione. Quei lavoratori costretti con le loro forze ed ingegno a sopperire alle mancanze di una sanità pubblica ridotta e defraudata di risorse economiche e di personale, favorendo viceversa quella privata, dove il profitto prevale sull'essere umano», dicono gli anarchici del Germinal.
«Rinunciamo per rispetto e gratitudine nei confronti di questi lavoratori, e di tutti i lavoratori che subiscono le conseguenze scellerate di una società dove la vita di tutti ha ben poco valore, rispetto al profitto di pochi,p er non creare neppur minima possibilità di vanificare i loro sacrifici. Ora più che mai riteniamo necessario dare un segnale di lotta e di speranza, che questo orrore finisca presto, senza però dargli la possibilità di cambiare le nostre relazioni umane; che la paura dell' altro non abbia la meglio sulla solidarietà, la fratellanza, la socialità: condizioni senza le quali perderemmo caratteristiche secondo noi essenziali per degli individui che hanno nel cuore la speranza di una società migliore. Non rimarremo a casa tutta la vita e non accetteremo un secondo di più del necessario, le restrizioni alle nostre libertà, ma soprattutto, non vogliamo tornare alle ingiustizie di prima».
Ma si tratta, annunciano solo di una parentesi: «Continueremo a lottare, senza un istante d' interruzione contro il capitale e contro i governanti. Il Primo Maggio è un giorno di lotta e noi questa lotta abbiamo scelto di farla assieme ai lavoratori della sanità, e dei settori coinvolti: “lavoratori tra i lavoratori”». Infine l’invitiamo alla cittadinanza «a riempire la città di fiori rossi simbolo di un auspicio di rinascita dell' Umanità nova e di lotta sociale» . —
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