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Forza Italia giovani: «La coop Maris ha sede in locali inagibili»
aulla
«L’amministrazione comunale faccia chiarezza sui locali inagibili in uso dalla cooperativa Maris». A chiederlo è il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani, Nicola Biglioli, che punta i riflettori sulla cooperativa sociale che, a gennaio, si è aggiudicata l’appalto per la pulizia delle strade in tutto il territorio comunale.
«Ci risulta che la stessa cooperativa - prosegue - avesse visionato molti spazi nel centro di Aulla, senza trovare un immobile che soddisfacesse i requisiti. Fin qui nulla di strano, salvo poi apprendere che l’attuale sede operativa della cooperativa è il magazzino interrato del Comune. Questo magazzino è ora a tutti gli effetti la sede operativa della Maris, dove gli operai si cambiano, dove viene depositata tutta l’attrezzatura per la pulizia strade, come i carrelli, le scope e il resto». Ma il problema è che i locali sono invasi dalle macerie dell’alluvione del 2011, «quindi inagibili, pericolanti e insalubri, senza impianti tecnologici e servizi igienici. Come possono essere utilizzati senza pregiudicare la salute e la sicurezza dei lavoratori? Inoltre, l’assessore competente ha regolarmente dato in concessione i locali, stipulando un contratto e percependo un affitto, o c’è un tacito assenso che permette ad una cooperativa di sfruttare a titolo gratuito locali della collettività fatiscenti e pericolanti? È risaputa la simpatia e l’ intesa che governa i rapporti tra sinistra e cooperative, ma ora che abbiamo alzato il velo sulla scandalosa situazione creatasi tra la giunta Pd e la coop Maris ci auguriamo anche di vedere per le strade di Aulla la spazzatrice meccanica per la pulizia delle strade, apparsa e garantita dal contratto di appalto, ma, ad oggi, invisibile. È una vergogna che una coop gestisca in un fondo inagibile le maestranze ed è vergognoso che ogni Comune si sia attivato per la sanificazione delle strade, e che Aulla, unico Comune con una spazzatrice in appalto, permetta che nemmeno si veda», conclude Biglioli. —
gianluca uberti
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