La protesta
L’appello agli istituti per snellire i processi di valutazione del credito
massa
Appello del presidente dell’Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili di Massa Carrara Emanuele Giorgi agli istituti bancari provinciali per snellire i processi sulle pratiche di richiesta del credito.
«Dopo le iniziali difficoltà riscontrate nel fornire supporto alla nostra clientela per la compilazione della documentazione relativa agli ammortizzatori sociali tra accessi impossibili al sito Inps, comunicazioni ufficiali contraddittorie e giornate spese davanti ad un computer, oggi si manifesta un problema ben più corposo nel raffrontarsi con gli istituti di credito».
Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Mediocredito Centrale, in audizione davanti alla Commissione di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, ha dichiarato in data 23 aprile che «fino a ieri sera c'erano 2.022 domande per i prestiti di 25 mila euro coperti al 100%».
«Preso atto di questi numeri non possiamo che riscontrare che il numero delle domande pervenute a livello nazionale probabilmente è inferiore al numero delle domande presentate solo nella nostra provincia. Leggendo questi dati prendiamo ancora più consapevolezza di come gli istituti di credito in questo momento stiano rappresentando “un collo di bottiglia” per l’erogazione di risorse che in molti casi sono vitali per il futuro di molte imprese, specialmente in un contesto locale come il nostro», spiega Giorgi. Il legislatore ha normato le concessioni di garanzie ma non ha voluto e potuto incidere sui processi di erogazione del credito. In effetti ha messo a disposizione uno strumento che non è in condizione di far affluire, con la velocità che la situazione richiede, le risorse a chi ne ha necessità. Attualmente il sistema non sta erogando alcunché, legittimamente visto che le somme non sono statali ma appartengono ai risparmiatori che a loro volta finanziano le banche. Come anticipato la regola del “non erogare per non incorrere nel rischio di finanziare chi non lo merita”, equivale e non finanziare chi lo merita», conclude Giorgi. —
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