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«I partigiani di oggi sono i nostri medici»

«I partigiani di oggi sono i nostri medici»

Giorgio Mori: «La morte è sempre presente ma è un virus Bisogna resistere, essere solidali e dare ognuno un aiuto» 

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Così Giorgio Mori, partigiano di Carrara: «Il 25 aprile 1945 è stata una data epocale che aprì le porte ad una infinità di speranze per il futuro dell'Italia e riconsegnò ai morti e ai viventi superstiti l'immenso dono della dignità e della libertà e aprì le porte ad una infinità di speranze e di cambiamenti radicali, da costruirsi per l'avvenire, e la partecipazione di rappresentanti di un popolo che aveva combattuto e pagato con il sangue dei suoi figli migliori, il diritto alla partecipazione ai futuri governi eletti democraticamente. Questo è stato il 25 Aprile di quasi quarant'anni fa».

Continua: «Oggi le cose sono ben diverse, certo, la morte è sempre presente con la sua macabra, che taglia vite umane indiscriminatamente, ma questa volta non si serve della guerra e dei suoi. orrori, ma solo di un batterio microscopico, un virus, che si intravede solo al microscopio, un nemico insidioso e letale, che non puoi combattere con le armi e che ha il potere di passare da una creatura umana a un'altra servendosi di goccioline di umidità e creare cosi una epidemia o una pandemia a livello planetario. Per le mie esperienze maturate negli anni di vita, trascorsi ho imparato una cosa, che non bisogna mai dico mai rassegnarci oltre che a seguire le istruzioni mediche impartite e le regole sociali, bisogna resistere, sempre e ovunque, essere solidali con tutti, senza distinzioni. Ognuno deve dare l'aiuto che può dare, i nuovi partigiani che lavorano negli ospedali vanno aiutati, essi sono l'avanguardia di una nuova resistenza. Noi ex partigiani combattenti li sosterremo sempre, con le parole e con aiuti, se non possiamo farlo fisicamente essi debbono sapere che noi siamo sempre al loro fianco, in prima linea».

Aggiunge Fabio Cristiani: «Credo che questo importante anniversario sia festeggiato sotto un cielo sereno, sgombro da qualsiasi nuvola più o meno nera. Questo è il giorno della nascita di una" nuova " Italia liberatasi, con il sangue, le lacrime e il sudore di tanti uomini e donne, dal giogo della dittatura fascista e del suo dittatore Benito Mussolini, uno dei "mostri" del Ventesimo secolo. A chi si pone tanto "scandalo" per come è stato giustiziato ,vricordo che Mussolini si è macchiato di atroci delitti. I dittatori,tutti, non hanno altra fine che quella, la Storia è lì a testimoniarlo. Anche l'onore a tutti è a mio parere sbagliato,deve essere dato a chi ha lottato dalla parte della giustizia e libertà». —

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