Italia
Pronti a ripartire: 420 aziende coi certificati
Tante richieste in prefettura e poi il tavolo con i sindacati per la questione sicurezza. Tornano a lavoro molte segherie
massa
Tante aziende ripartite o pronte a ripartire in provincia con lavori di sanificazione e altre attività preparatoria.In totale sono oltre 420 le comunicazioni arrivate alla prefettura, solo che stavolta solo un centinaio sono sub iudice di un possibile veto prefettizio: ricadono sotto l’articolo 12 dell’ultimo dpcm, quello del 10 aprile, per cui l’autorizzazione non è necessaria. Si tratta di 322 sul totale. E a ripartire sono anche molte delle segherie che al piano lavorano i prodotti del marmo apuano.
Sono i numeri che vengono fuori dal tavolo sul lavoro convocato su espressa richiesta del refetto di Massa-Carrara Paolo D’Attilio e dal Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti. Hanno partecipato il sindaco del Comune di Massa Francesco Persiani, il sindaco del Comune di Carrara Francesco De Pasquale, il presidente dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana Roberto Valettini, il segretario Cgil Provinciale Paolo Gozzani, il segretario provinciale Cisl Andrea Figaia e il segretario provinciale Uil Franco Borghini.
Nella prima fase sono state 357 le aziende che hanno mandato l’autocertificazione in prefettura per continuare a lavorare. Diciotto furono respinte. Alcune l’hanno rimandata anche in questa occasione.
Con il decreto del 10 aprile la sostanza è cambiata. Per moltissime aziende non si tratta di aspettare eventuali dinieghi della prefettura. Tutte quelle aziende per le quali è ammesso l’accesso del personale per attività di vigilanza, attività conservative o di manutenzione, gestione dei pagamenti o sanificazione. Inoltre è consentita la spedizione di merci già presenti in magazzino e la ricezione di beni e forniture. E questo è il grosso delle comunicazioni arrivate in prefettura; 322, come dicevamo.
C’è poi un numero più esiguo di aziende che invece hanno comunicato il prosieguo dell’attività ai sensi del comma due e invece potrebbero essere sospese dopo le istruttorie.
Com’è ovvio i controlli sono previsti per tutti, anche se la carenza di organico degli organi ispettivi in provincia come nel resto d’Italia rappresenta un problema.
All’incontro tutte le parti hanno manifestato la ferma volontà di analizzare attentamente tutte le problematiche inerenti tale prima fase di riapertura delle attività commerciali e dei siti di produzione, convenendo che, in un territorio particolarmente colpito dalla emergenza sanitaria come quello di Massa Carrara, dovrà essere salvaguardata in primis la salute dei lavoratori e verificato il rispetto stringente dei protocolli in grado di tutelarla.
Si è anche colto l’occasione per gettare le basi per i necessari confronti che si renderanno necessari in vista della cosiddetta “Fase 2” preannunciata dal Governo, dando spazio ad un nuovo percorso condiviso e volto unicamente a garantire la sicurezza di tutti quelli che saranno chiamati a riprendere la propria attività lavorativa, nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie del caso.
Su questo punto di partenza è stata costruita una road map che prevede nuove riunioni per cominciare ad entrare nelle tematiche tecniche, per sviscerarle e per trovare soluzioni che siano coerenti con le disposizioni normative e con il buon senso che deve essere applicato in questo delicato momento storico. —
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