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I lavoratori della sanità a Massa-Carrara: «Non riaprite le aziende, siamo ancora a rischio»

Luca Signorini
I lavoratori della sanità a Massa-Carrara: «Non riaprite le aziende, siamo ancora a rischio»

Lettera al prefetto di 26 tra medici, infermieri e soccorritori: «Non vanifichiamo gli sforzi, potrebbe esserci un nuovo picco dell’epidemia»

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MASSA CARRARA. Lettera-appello di 26 lavoratori della sanità sul territorio di Massa-Carrara dopo che la prefettura ha concesso la riapertura a oltre 300 aziende, nonostante l’emergenza sanitaria sia tutt’altro che passata. Profitto o salute? Questa è la domanda a cui ognuno può rispondere.

«L'apertura delle fabbriche che producono beni non essenziali, come già più volte denunciato pubblicamente da sindacati e lavoratori, ci fanno temere un pericoloso colpo di coda - si legge - non siamo ancora in fase di ripresa, stiamo ancora risolvendo la fase di picco. Davvero vogliamo vanificare gli sforzi? Davvero vogliamo correre il rischio di dover affrontare una nuova fase di emergenza con ripercussioni ancora peggiori sul sistema sanitario e sull'economia? State a casa, fermate le attività ancora fino a quando l'epidemia non sarà sconfitta, mettendo comunque nelle condizioni di sopravvivere le persone che non possono godere della cassa integrazione. Di produzioni non strettamente indispensabili si può fare a meno, dei nostri cari, dei posti in Terapia intensiva no. Invertite la rotta o saremo noi infermieri, medici e operatori tutti a fermarci».

Prosegue la lettera: «Noi operatori sanitari siamo consapevoli che l'eventualità di una nuova ondata di contagi è un rischio che non possiamo permetterci in quanto vanificherebbe il sacrificio e il duro prezzo di vite umane fin qui pagato. Il rischio di un nuovo picco dell’epidemia in questa fase delicata non lo possiamo correre. Noi siamo rimasti in corsia, non abbiamo mollato, abbiamo fatto appelli, proprio oggi che si cominciano ad intravedere segnali di speranza e di miglioramenti è importante continuare a stringere i denti».Questi i firmatari dell’appello: Brunella Venturini, i medici del 118 Mario Pucci, Fiorenzo Buccella, Paola Stefanizzi, Maria Benedetti e Serena Belletti, Martina Benedetti della Terapia intensiva al Noa, Marco Lenzoni infermiere a Pontremoli, Enio Minervini, Ilaria Pedrinzani e Paolo Buriassi dell’Opa, Francesco Iasimone caposala servizi domiciliari Massa, Elena Tartarini infermiera studio medico Massa, Federico Ciuffi e Mattia Bernardini soccorritori, gli infermieri al Noa Giulia Maria Ricci, Massimo Benedetti, Cinzia Bertolucci, Elisa Bertelloni e Antonella Cordiviola, l’infermiere dell’Asl Gabriele Giorgi, Nazzareno Catalano presidente provinciale del sindacato dei medici, Sara Vigliozzi e Lea Geloni dell’Asl di Massa, i medici Enrico Vannucci e Antonella Cappè. —
 

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