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Massa-Carrara, agenzie di viaggio in ginocchio: «In fumo un anno di fatturato»
Pacchetto di richieste alla Regione da 150 aziende: «Necessaria liquidità d’emergenza a fondo perduto»
Massa-Carrara. Sono un piccolo esercito che si sta ingrandendo ogni giorno di più. Il loro cuore è in provincia di Livorno perché questa è terra fertile per il loro segmento di mercato. Stiamo parlando di 150 titolari di agenzie di viaggi che hanno deciso di riunirsi nel gruppo “Made in Tour” e mettersi in campo per salvare le loro attività bloccate dalla metà di febbraio. La portavoce e delegata per la Toscana è Federica Bellinazzi, titolare della Islas do Sol Travel di Livorno che traccia un quadro molto preoccupante: «Alla fine, anche riuscendo a riaprire a metà maggio, perderemo circa un anno di fatturato». Un numero come un macigno che, in termini economici, vale dai 400mila euro, per le attività più piccole, al milione delle realtà più strutturate: «Sono andati in fumo sei mesi di lavoro del 2019 per tutti i viaggi che sono stati annullati da febbraio – spiega Bellinazzi – per fare un esempio sono saltati quasi tutti i viaggi di nozze che vengono fissati in generale 7 o 8 mesi prima. E la nostra prospettiva è di ripartire a fine 2020».
Quando e perché avete deciso di formare un nuovo gruppo?
«A noi purtroppo non basterà rialzare la serranda a differenza di altre tipologie di imprenditori, sicuramente saremo gli ultimi a ripartire con il danno maggiore. Per cui ci siamo uniti con l’emergenza coronavirus perché le nostre associazioni di categoria non ci rappresentano e non si stanno muovendo affatto per difenderci. Ecco da qui è partita la nostra azione con una lettera che abbiamo inviato alla Regione. La prossima tappa sarà la costituzione di un comitato»
Quali sono le vostre richieste?
«Chiediamo soluzioni immediate alla Regione, di garantirci la liquidità tramite l’istituzione di uno stanziamento d’emergenza a fondo perduto senza costringerci a prestiti garantiti che non ci servirebbero a nulla se non ad affossare ulteriormente il settore. Chiediamo poi un sostegno al nostro reddito mensile per poter proseguire le nostre attività. Il bonus di 600 euro che abbiamo ricevuto ci serve appena a pagare metà dell’affitto delle nostre sedi. E poi chiediamo l’estensione per tutto il 2020 del credito d’imposta al 60% sull’affitto che è stato applicato per le nostre attività a marzo. In più l’esonero dei pagamenti di qualsiasi contributo e imposta. Infine va bene anche il bonus ferie da 400 euro ai turisti ma solo se i viaggi saranno prenotati attraverso le agenzie di viaggio»
Come sarà la ripartenza?
«La situazione è in continua evoluzione ed è difficile capire anche se ci potranno essere tipologie di vacanza o di strutture che risentiranno più o meno dell’emergenza, la nostra speranza è di ripartire con il “mare Italia” e con i turisti di casa nostra. Certamente il primo a ripartire sarà il segmento dei viaggi d’affari».
Rispetto al mare che cosa ne pensa del plexiglas intorno agli ombrelloni?
«Con questo tipo di restrizioni consiglierei ai miei clienti di rimandare la vacanza al mare».
i numeri
A metà febbraio, con un tam tam che è nato spontaneamente, un centinaio di titolari di piccole agenzie di viaggio, in tutta la Toscana, si sono uniti insieme con la determinazione di portare avanti le loro istanze in un momento che mette a rischio l’esistenza delle loro attività. In poche settimane sono già 150.
I costi fissi
Dai numeri che vengono forniti dal gruppo che si è autocostituito, per l’affitto delle sedi si paga dalle 600 euro ai 3.500 euro mensili. Per quanto riguarda, invece , le assicurazioni obbligatorie si parte da un minimo di 450 euro all’anno per quella di responsabilità civile e altre 450 per la polizza, sempre obbligatoria, sull’insolvenza (che garantisce il consumatore in caso di problemi da parte dell’agenzia di viaggio). L.A.
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