Italia
“Città in Comune” chiede più controlli sull’Imu per le seconde case
massa
Tante delle tantissime case di vacanza occupate da “vacanzieri” fuori stagione in fuga dal nord Italia? La questione è tornata d’attualità con un intervento della consigliera del Movimento 5 Stelle che ha chiesto un monitoraggio sul fenomeno e un intervento dell’amministrazione civica. Un’iniziativa che viene valutata positivamente dal collettivo Massa Città in Comune: «Bene ha fatto il Movimento 5 stelle a ricordare la presenza delle seconde case nel nostro territorio e la necessità oggi, in piena crisi sanitaria, di verificare se sono utilizzate o meno», scrive in un documento “Massa Città in comune”, in cui sostiene anche di volere «cogliere questa iniziativa del Movimento per dare un contributo ulteriore all'amministrazione». «Vogliamo ricordare che i buoni spesa che il sindaco Francesco Persiani sta distribuendo sul territorio a persone che ne hanno bisogno sono stati finanziati dal fondo di solidarietà comunale che viene in buona parte alimentato con i soldi dell'Imu. Chiediamo quindi all'amministrazione di utilizzare questo momento per effettuare controlli capillari sulle false residenze in seconde case o in studi professionali mascherati da prima casa seguendo l’esempio di Forte dei Marmi».
Il fatto, paventato dal collettivo che concittadini o "stranieri" utilizzino l'escamotage della falsa residenza camuffando seconde case o uffici per prima casa evitano il pagamento dell’Imu (l’imposta comunale sugli immobili, che non si paga per la prima casa) è di fatto una sottrazione di risorse per la collettività «Una pratica vergognosa», per Città in Comune, secondo cui «la società Master può effettuare facilmente un incrocio tra i pagamenti di Imu e le famiglie residenti, riuscendo facilmente in questo modo a scoprire chi in realtà non risiede effettivamente nel nostro comune, chi ha creato nuclei familiari appositi pur di far figurare "due prime case" o chi addirittura dichiara falsamente di risiedere in locali adibiti a uso ufficio».
Fare questo sarebbe, chiude il collettivo, «un atto di onestà sociale e di lealtà da parte dell’amministrazione comunale nei confronti ti di tutti i massesi che oggi faticano a sbarcare il lunario. Ci auguriamo che questa iniziativa di controllo parta quanto prima e venga fatto pagare il dovuto a tutti, visto che quel denaro poi va a sostenere chi ha perso il lavoro e ha famiglie da mantenere». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google