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la polemica 

Alberti: ecco le proposte inascoltate dalla Lega

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“Maggioranza al lavoro, opposizione sul divano”: è, insintesi il contenuto del contrattacco (con toni da piena campagna elettorale) che i consiglieri della Lega hanno sferrato al centrosinistra. Ad essi replica, con toni ben più pagati Stefano Alberti, consigliere del Pd, chiamato in causa dai leghisti.

«Voglio precisare – ci scrive – che nella Commissione sociale del 30 marzo a parte il lunghissimo intervento del sindaco Francesco Persiani, dell'assessora Amelia Zanti per ribadire quanto già espresso dal sindaco e di alcuni consiglieri in merito allo sblocco del rilascio dei permessi a costruire (mah!), la mia flebile vocina ha proposto: di non lasciare fuori dai buoni spesa i negozi di vicinato; ho indicato delle priorità per l'assegnazione dei buoni spesa; sulle mascherine ho dato la mia disponibilità per una distribuzione porta a porta insieme al volontariato, stabilendo dei criteri di assegnazione. La strada che si è voluto percorrere invece sono stati i banchetti, gli assembramenti e la casualità di erogazione. Contravvenendo alle più elementari disposizioni sanitarie indicate dalle normative emanate a livello nazionale, regionale e locale».

Alberti rivendica poi di avere sollevato la questione delle Rsa, sui tamponi e sui Dpi; «ho sollecitato una cabina di regia per affrontare in maniera collaborativa la crisi sanitaria, un consiglio comunale ad hoc, e chiedendo maggiori riunioni della Commissione sociale; ho richiesto contezza dei test sierologici; ho chiesto di riportare e dare conto delle decisioni della Conferenza Zonale che si sarebbe svolta il giorno successivo. Questa la mia flebile vocina in quella commissione. L' ascolto della registrazione della seduta sgombrerebbe i dubbi sul senso di responsabilità di ognuno».

In queste settimane, chiude Alberti, «come un volontario tra tanti, senza i riflettori e senza i flash che seguono ovunque gli "impavidi" della Lega, ho dato il mio piccolo contributo in attività di aiuto alle famiglie più in difficoltà della città e del mio quartiere». —



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