Gioco
Palma: «Oggi rivedo lo stesso spirito di comunità»
Carrara
Le foto di volti sorridenti e di fucili appesi dietro la schiena, foto di camionette militari, tra partigiani con mitra a tracolla e soldati americani a bordo delle jeep, con ali di folla ad accogliere gli Alleati che entravano in città: foto in bianco e nero, alcune un po’ sbiadite, dove si riconoscono le nostre piazze e le nostre strade. Sono le foto delle strade della Carrara liberata dell’11 aprile 1945, che scorrono lente sopra la voce della professoressa Simona Bardi, coordinatrice del Circolo LaAV Carrara Letture ad Alta Voce. La lettura riguarda uno stralcio del libro “Memorie partigiane“ del nostro Nardo Dunchi, partigiano scultore carrarese e le foto appartengono all’Archivio dell’Anpi di Carrara e sono il prezioso contributo alla cerimonia commemorativa per il 75° anniversario della liberazione di Carrara. Il Consiglio comunale solenne di quest’anno, al tempo del Covid 19, infatti si è svolto così, attraverso una diretta fb con il presidente del Consiglio comunale Michele Palma e il sindaco Francesco De Pasquale a fare gli onori di casa assieme ai due vicepresidenti del Consiglio Stefano dell’Amico e Cristiano Bottici. Ciascuno dalle proprie abitazioni.
Le immagini di festa di quel lontano 11 aprile quando tutti i brutti momenti si apprestavano ormai a essere lasciati alle spalle, appesi dietro, come quei fucili dei partigiani, passano un po’ malinconiche, ma le parole del presidente e del sindaco sono di incoraggiamento. Palma rievocando lo spirito altruistico e accogliente verso i profughi in fuga della Carrara di allora, che arrivò a contare quasi 100.00 abitanti, infonde la carica: ”Riconosco lo stesso spirito di questi giorni con consiglieri comunali di schieramenti diversi, insieme per confezionare mascherine e con la Protezione Civile per le strade: rivedo lo stesso spirito di comunità ma-aggiunge- non voglio paragonare allora con oggi, non condivido la retorica della guerra. La guerra è contro invece oggi abbiamo bisogno di restare insieme”.
Anche De Pasquale richiama all’unità e ringrazia soprattutto i volontari che paragona ai partigiani stessi: ”La guerra non è una malattia ma tante cose sono comuni: allora c’era un nemico visibile oggi abbiamo un nemico invisibile”.
Francesca Vatteroni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
