La protesta
«Dopo il 13 aprile stop ad altre proroghe Si ritorni al lavoro»
massa-carrara
Appello del presidente Comitato Piccola Industria Confindustria Livorno Massa Carrara Gino Barattini sulla crisi di liquidità delle imprese, con l’invito a trovare un percorso comune per uscirne fuori.
«La produzione è crollata al livello del 1978. Il Centro Studi di Confindustria certifica che, se il blocco si allenterà a maggio, andremo incontro a una caduta del PIL tra il 6 e il 10 per cento. L’impatto del coronavirus sulla produzione e il lavoro è da economia del dopoguerra. Diversi i fenomeni, simili le conseguenze. Con lo stesso spirito del dopoguerra, occorre innanzitutto dimostrare responsabilità nelle parole e nelle azioni. Basta, quindi, polemiche, strumentalizzazioni e flash mob. È il tempo dell’unità, di procedere verso un unico obbiettivo: tornare a lavorare, in sicurezza. Scaduta la seconda proroga al 13 aprile, non possiamo protrarre di una sola settimana il fermo e dobbiamo riprendere le attività».
E aggiunge: «Il nostro è un territorio di filiere fortemente integrate, dove il blocco della produzione ha già comportato un’interruzione significativa delle attività. Ma perché la recessione già in atto non si trasformi in una depressione dai costi sociali incalcolabili, con la perdita irreversibile di settori-chiave della nostra economia, occorre che il motore produttivo riparta, mettendo al primo posto la sicurezza dei lavoratori».
E conclude: «La nostra industria prevalentemente manifatturiera, costituita da aziende di piccole e medie dimensioni, aveva appena cominciato a lasciarsi alle spalle i tristi effetti della crisi del decennio iniziato negli anni 2007 e 2008, ragione per la quale soffrivano ancora problemi di approvvigionamento, da un lato, e di interruzione della catena dei pagamenti dell'altro. Una volta tagliati fuori dalle filiere, nazionali o estere, non saremo più in grado di riposizionarci.Prioritarie devono quindi essere le misure di sostegno al credito, accompagnate dall'azzeramento delle imposte, dallo spostamento dei pagamenti, dalle iniziative di welfare per i dipendenti e non ultima dalla minore burocrazia». —
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