Il Tirreno

il primo soccorritore sul posto 

«C’era chi fotografava ma c’era puzza di gas E che gioia il ferito vivo»

Libero Red Dolce
«C’era chi fotografava ma c’era puzza di gas E che gioia il ferito vivo»

Ivan Velardi della Croce Rossa è stato il primo insieme a due colleghi a prestare soccorso «Abbiamo trovato sul ponte il conducente della Bartolini»

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Mentre qualcuno aveva tirato fuori cellulari per fare foto e video del ponte crollato, il cervello di Ivan Velardi ha funzionato in un altro modo. Il naso ha fiutato il gas e ha trasmesso l’impulso: «ho subito fatto allontanare le persone e preso il telefono per chiamare il 115 e sincerarmi se era giunta la chiamata». Lui, insieme a due colleghi della Croce Rossa, è stato il primo ad arrivare sul posto. E a elaborare una risposta che andasse oltre alla comprensibile incredulità per la scena che si sono trovati di fronte.

«È in queste occasioni che si vede se l’addestramento che hai fatto serve a qualcosa, se ci sono le risposte che si devono avere». E per fortuna è andata così. Verificare l’allarme, la sua fondatezza, prima di tutto.

«È arrivata una chiamata al comitato di Albiano, dove ci hanno dislocati in questi giorni per supporto per l’emergenza Covid-19. Quando abbiamo preso la chiamata sembrava uno scherzo: non avevamo sentito nessun rumore o avvertito anomalie, però ci trovavamo a circa cinquecento metri dal ponte».

Così la squadra composta da Velardi, Massimo Assirati e Gian Piero Giampietri si mette in moto. C’è ancora la polvere del greto del fiume in aria quando arrivano. Sembra incredibile, ma purtroppo non è uno scherzo

La prima cosa che notano sono i curiosi. «Le persone sta vano facendo foto, come penso sia naturale fare d’istinto. Noi però abbiamo avvertito la fuoriuscita di gas e temuto per un nuovo pericolo imminente. Così li abbiamo fatti allontanare». Sono reazioni così che in certe occasioni fanno la differenza tra una strage e una strage sfiorata. Nel mentre avvertono il 115 e arrivano anche i mezzi di soccorso. Carabinieri, finanza, Pegaso, polizia. I tre li vedono arrivare tutti, ma sono già un po’ più avanti.

«Un signore ci ha segnalato che oltre al conducente del furgone Tim, che era risalito da solo, c’era un altro mezzo sul ponte», racconta Ivan. Lo raggiungono scendendo dal fiume, non è facilissimo vederlo.

Lì trovano il conducente del mezzo Bartolini ferito ma cosciente. «Lamentava un dolore alla schiena, però per il resto stava bene. Una gioia. Abbiamo chiesto la spinale e il collare, sapendo che nel frattempo stava arrivando Pegaso. Abbiamo collaborato con i soccorritori del 118 per il recupero dell’elisoccorso». Le loro ricerche non si sono fermate. «C’erano parecchi angoli bui, zone che non si vedevano. Allora abbiamo continuano a perlustrare l’area, per capire se qualcun altro fosse rimasto incastrato tra le macerie. Poi sono arrivate le unità cinofile e i sommozzatori, noi all’inizio abbiamo fatto quello che potevamo». Situazione e reazione, come da addestramento. —



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