Il Tirreno

Dal ponte di Serricciolo a quello della Colombiera, ecco le strutture travolte dalla furia dei fiumi

Cristiano Borghini
Dal ponte di Serricciolo a quello della Colombiera, ecco le strutture travolte dalla furia dei fiumi

Tanti i precedenti di strutture crollate in Lunigiana, ma in seguito ad alluvioni e piene del Magra e dei suoi affluenti. A cui sono seguiti costosi interventi di ricostruzione 

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LUNIGIANA. Il crollo del ponte di Albiano non è – purtroppo – il primo avvenuto in tempi recenti in Lunigiana. Con una discriminante: nel passato i cedimenti sono stati dovuti ad alluvioni e piene.

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l’alluvione del 2011 e la successiva bomba d’acqua dell’anno successivo furono “letali” per le infrastrutture del territorio: l’ondata di maltempo che devastò, il 25 e 26 ottobre del 2011, la Lunigiana, specificando meglio la parte nord occidentale, comportò la perdita di ben quattro ponti.

A Mulazzo crollò la strutture sul torrente Mangiola, affluente del Magra. Cedette il ponte di Castagnetoli, al confine con il Comune di Pontremoli, stessa sorte toccò a quello di Stadano. Lesionato anche il ponte di Pontemagra, che congiunge le due sponde del Magra collegando il Comune di Villafranca con quello di Mulazzo.

Ma cedette anche il ponte di Santo Stefano Magra (in Liguria), anch’esso travolto dalla forza dirompente del fiume che portava alla sua foce tutto il materiale, raccolto durante la sua feroce corsa.

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L’anno successivo, nel novembre del 2012 toccò al ponte di Serricciolo travolto dalla furia delle acque dell’Aullella. Il crollo comportò anche l’interruzione della fornitura di gas nella località lunigianese, creando non pochi disagi alla popolazione considerando che accade a Novembre. La normalitàf u ripristinata nel 2013,

La ricostruzione delle nuove infrastrutture di Mulazzo e Stadano è stata presa in carico dalla Regione, con un investimento di oltre 9 milioni, si è conclusa nel 2017 con la realizzazione di due opere gemelle utilizzando la tecnologia del ponte sospeso, proprio per evitare un ripetersi degli eventi, lasciando libertà all’acqua di defluire, eliminando le sollecitazioni strutturali, dovuto all’accumularsi del materiale alla base che, creando un effetto diga hanno comportato gli effetti di stress sulle infrastrutture ed il loro collasso. Il 2017 segnò inoltre il ritorno alla viabilità anche per Castagnetoli, nuovamente collegato con la viabilità principale, anch’esso realizzato in sospensione, con una luce decisamente minore, trenta metri, ed un costo complessivo di 2, 3 milioni di euro. Il Pontemagra di Villafranca aveva già subito danni negli eventi temporaleschi del 2009 e del 2010, il colpo di grazia arrivò con l’alluvione del 2011, facendo crollare la campata sulla riva mulazzese del Magra ed obbligando all’installazione del ponte Bailey che restò, contornato dalle proteste dei cittadini per l’eccessivo rumore dovuto al passaggio delle autovetture sulle assi di legno, con i lavori di ripristino conclusi nell’estate del 2016. o, con un intervento da record.

Ma il 27 ottobre 2011 crollò anche il ponte della Colombiera, tra Fiumaretta e Ameglia, alla foce del Magra, una infrastruttura essenziale per i collegamenti della bassa Val di Magra e della vicina costa toscana. Il ponte era stato da poco ristrutturato e riaperto nell’aprile precedente dopo una serie di interventi. Venne riaperto nel luglio del 2012. —

cristiano borghini
 

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