La protesta
«Avviamo un tavolo di crisi sulle nostre infrastrutture»
aulla
«Troppa disattenzione per i problemi idrogeologici e la cura del territorio, troppi casi di smottamenti, frane, crolli, cedimenti vari: l’Italia sembra veramente un groviera. Andrebbe assicurata una manutenzione anche con un puntuale ed efficace impiego del personale a disposizione». Lo dice il segretario generale del Libero Sindacato di Polizia Antonio de Lieto. I sindacati intervengono tutti sulla vicenda. La Cgil Toscana: «Emerge in maniera drammatica il problema più volte denunciato della carenza di manutenzione della rete infrastrutturale viaria e della contestuale mancanza di un presidio fisico del territorio. Circa un anno fa è iniziata una vertenza con Anas sui chilometri di strada tornati in gestione all’Anas e sulla conseguente necessità di adeguare il personale per il controllo e la manutenzione degli stessi. La normativa è molto chiara in merito: occorre personale sufficiente e adeguato a effettuare le operazioni di controllo e manutenzione. La vertenza si è conclusa in Prefettura a Firenze con la sottoscrizione di un accordo che prevedeva tantissime assunzioni necessarie proprio a svolgere quelle mansioni, l’accordo però non è stato rispettato nonostante nostri ripetuti interventi». Paolo Gozzani della Cgil di Massa-Carrara: «Come nel sistema sanitario che ci sta dimostrando quanto sia importante l'intervento pubblico, anche l'accaduto di oggi (ieri, ndr) ci mette di fronte a come servano investimenti nei settori strategici come quelli infrastrutturali. Chiediamo di aprire anche una riflessione politica a livello territoriale sul come affrontare la crisi della nostra provincia partendo dalla manutenzione del territorio». I segretari generali Uil di Liguria e Toscana, Mario Ghini e Annalisa Nocentini: «Dopo la tragedia del ponte Morandi si riaffaccia, con tutta la sua drammaticità, la paura per l'incolumità delle persone, i dubbi sulla sicurezza delle nostre infrastrutture e la consapevolezza del duro percorso che si dovrà intraprendere per ripristinare il viadotto. Restiamo in attesa di comprendere la causa del cedimento e rimaniamo a disposizione di lavoratori e cittadini per quanto concerne il supporto sui due territori. Tragedia si somma a tragedia, chiediamo alle istituzioni di chiarire quanto prima i fatti e di aprire nuovamente un'unità di crisi sulle infrastrutture regionali. Non possiamo assistere inermi al crollo di opere indispensabili e necessarie, dobbiamo avviare una rapida analisi su tutte le opere infrastrutturali del paese perché non si può giocare con la fortuna per salvaguardare la vita dei cittadini». Infine il sindacato Filca Cisl della Toscana e della Liguria: «Il paese ha bisogno di partire dalle infrastrutture e dal rispetto del suolo e senza investimenti pubblici seri su questo fronte, lo sviluppo e la messa in sicurezza delle opere e del nostro territorio, non potrà avvenire, causando ulteriori disastri e vittime. E’ evidente che c’è un ritardo politico sulle piccole e grandi opere. Le risorse ci sono e immediatamente spendibili». — l.s.
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