Toscana
Mascherine in auto buona la prima, la consegna ha funzionato
Sono arrivati anche i dispositivi della Regione Toscana Potrebbero essere consegnati direttamente a casa
Camilla Palagi / Massa
Sono arrivate nella sede della Protezione civile le 149mila mascherine assegnate dalla Regione Toscana al Comune di Massa. Anche nel capoluogo di provincia entro una settimana si renderà obbligatorio l'uso dei dispositivi protettivi quando si esce di casa per prevenire il Covid-19. Ma sarà il sindaco di Massa – a consegna completamente conclusa - a dover dare comunicazione al presidente della Regione dell'avvenuta distribuzione dei dispositivi. Il presidente Rossi ha dato indicazioni a tutti i sindaci della Toscana di consegnare "in cassetta" o "a mano" le mascherine. Saranno circa due a persona, se tutto filerà liscio, anche se la consegna delle mascherine a Massa sembra ormai diventata una storia degna di un film. Un film che inizia il 28 di marzo. Quel giorno il sindaco del comune Francesco Persiani lancia in occasione del suo consueto video-messaggio serale rivolto alla cittadinanza un numero telefonico al quale richiedere le mascherine. I cittadini vengono invitati dal primo cittadino a contattare il Centro operativo comunale e a spiegare le motivazioni per le quali è necessaria la richiesta di dispositivo. La funzionaria del Coc spiega che verranno selezionate le persone che ne hanno più bisogno e che verrà poi stilata una graduatoria per stabilire effettivamente chi ha la priorità a riceverle. Il primo di aprile, quattro giorni dopo, l'amministrazione annuncia di aver individuato cinque postazioni per la distribuzione "a mano", sottolineando che coloro che già ne hanno fatto richiesta al Coc dovranno attenderle a casa. Di fronte alle farmacie si riuniscono quindi dei volontari, tra i quali anche alcuni esponenti della maggioranza. Apriti cielo. La deputata Martina Nardi del Partito Democratico parla di violazione della privacy e arriva a presentare un esposto al Ministero della Salute perché quel tipo di distribuzione, anche a causa della carenza diffusa di mascherine, finisce per creare degli assembramenti. Assembramenti che vengono ripresi sui social e infine finiscono sulle cronache nazionali. L'amministrazione decide quindi di portare a 17 il numero delle postazioni stabilite per la distribuzione, così da evitare assembramenti. Per ogni punto ci sono a disposizione circa 100 dispositivi da consegnare. Tutto pronto per la consegna di stamattina, ma, domenica sera, in un post pubblicato su Facebook, il sindaco ne annuncia la cancellazione. E propone un nuovo metodo: il "drive-trought". Cioè la consegna della mascherina direttamente in automobile. Ieri mattina si è tenuta la prima giornata di distribuzione in questo modo e il risultato non sembra essere stato così negativo.
Due i punti di prelievo scelti dal Comune: via Casola a Marina di Massa e il mercato Le Jare a confine con Montignoso. Per ottenere la mascherina si deve contattare il numero del Centro Operativo Comunale che fornirà un orario e una data di "appuntamento" per il ritiro direttamente in automobile. E così dovrebbero essere consegnate le 5 mila mascherine, modello chirurgico ma lavabili spiegano le volontarie al momento della consegna, che il Comune di Massa aveva raccolto nelle ultime settimane. E chissà come andrà nei prossimi giorni. Certo è che le indicazioni della Regione Toscana potrebbero aprire un nuovo capitolo nell'ormai tragicomico film sulla distribuzione dei dispositivi nel capoluogo di provincia. Ma in questo senso, Rossi lo dichiara in maniera netta: le mascherine inviate dalla Regione devono essere consegnate direttamente a casa. E devono essere consegnate entro sette giorni. —
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