Il Tirreno

«Morta una 90enne, c’è un solo contagio»

De Pasquale fa il punto della situazione. Sulle mascherine: le distribuiamo a chi per lavoro è più esposto al contagio

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carrara

Un decesso, quello di Marusa Agnesini di 90 anni, colpita dal Covid-19. « Insieme a tutta la città, ci associamo al dolore dei familiari per questa dolorosa perdita, aggravata dall’impossibilità di potersi stringere tutti insieme attorno al proprio caro, facendosi forza gli uni con gli altri - comincia la sua nota il sindaco De Pasquale - Per quanto riguarda il trend generale dei contagi oggi l’azienda sanitaria ci ha comunicato un nuovo caso positivo e la guarigione di un paziente che dopo aver contratto il coronavirus si è negativizzato. Si tratta di segnali positivi che ci devono aiutare ad affrontare questo difficile momento. La preoccupazione per i contagi, il peso dell’isolamento e le difficoltà economiche che molti stanno affrontando non possono e non devono far prevalere i sentimenti di sconforto. La nostra amministrazione ha attivato una serie di misure di sostegno ai cittadini più colpiti da questa crisi e da lunedì inizierà la distribuzione dei buoni pasto». «Il nostro obiettivo - continua - è di mettere al primo posto coloro che sono maggiormente in difficoltà, in termini economici ma non solo. Il nostro settore sociale, che sta svolgendo i suoi compiti in modo egregio, si è attivato per garantire un supporto anche per coloro che abbiano difficoltà di natura più prettamente emotiva e psicologica. Vi segnaliamo quindi che il centro Comete e Istituto di Terapia Familiare di Massa- Carrara offre uno sportello di ascolto telefonico gratuito per aiutare la cittadinanza a affrontare la difficile fase di emergenza Covid-19 che stiamo vivendo. Chiunque necessiti di un supporto può chiamare il numero 3791970461 dal martedì al sabato dalle ore 14 alle 17».

«Concludo con una informazione di servizio in risposta ad alcune richieste di cittadini che si sono rivolti alla nostra Protezione Civile in cerca di mascherine. In questa fase abbiamo deciso di distribuire le mascherine che abbiamo a disposizione a coloro che per motivi di lavoro sono più esposti al rischio contagio e che spesso mettono a rischio la loro stessa salute per gli altri. Penso a medici e infermieri ma anche al personale della nostra Protezione civile o a coloro che si prendono cura delle persone più fragili. Ci stiamo però adoperando affinché, nella prossima fase dell’emergenza, quando magari il giro di vite sulle uscite verrà un po’ allentato, il mercato possa rispondere alla richiesta di mascherine che allora sì, probabilmente, saranno necessarie anche per chi non è in prima linea. Immagino che questa scelta solleverà molte critiche ma si tratta di una decisione su cui abbiamo riflettuto a lungo e che punta ad affrontare con razionalità e lungimiranza questo difficile momento». —

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