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il caso 

Regina Elena, Italia Viva chiede risposte

Regina Elena, Italia Viva chiede risposte

L’onorevole Cosimo Ferri e Fabrizio Volpi sollecitano notizie precise e chiedono di sapere cosa  non ha funzionato

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Carrara

Italia Viva, con due comunicati a firma dell’onorevole Cosimo Ferri e Fabrizi Volpi, chiede chiarezza sul Regina Elena.

Scrive Ferri, avanzando una serie di domande: «La situazione è difficile e preoccupante. Va fatta chiarezza su quello che sta succedendo nella Rsa Regina Elena: cosa è stato fatto? Soprattutto quando si è intervenuti? Quanti ospiti ci sono all’interno? Quanto personale è dipendente diretto della struttura, quanto delle cooperative sociali e quanti altri operatori esterni prestano servizi frequentando la struttura personale? È stato effettuato il tampone a tutti? Sono state garantite a tutto il personale le mascherine FFPP 2 e tutti i dispositivi di sicurezza? Chi è risultato positivo è stato sostituito garantendo alla struttura lo stesso personale specializzato? Chi è entrato a contatto con gli ospiti affetti di Covid 19 è stato messo in quarantena? Sono stati isolati gli ambienti dove erano ospitati gli ospiti risultati positivi? Sono garantiti spazi separati tra i positivi e i negativi? Quanto tempo passerà ancora per avere tutti gli esiti dei tamponi? Come stanno gli ospiti? Sono domande che tanti cittadini si chiedono e alle quali è giusto rispondere. I famigliari degli ospiti sono preoccupati e chiedono un’informazione dettagliata e trasparente. Penso che Asl e Sindaco debbano dare queste risposte».

Fabrizio Volpi ricorda che c’è stato il caso di un anziano deceduto, giovedì, e «per Italia Viva le responsabilità sulla gestione “Coronavirus “ della Rsa comunale sono molteplici, la colpa per non aver vigilato con estrema attenzione è la più grave. Le case di riposo erano nel mirino della stampa nazionale da settimane, per cui il Sindaco non poteva non sapere che il Coronavirus avrebbe potuto essere già alle porte anche della nostra Rsa e, in qualità di massima autorità sanitaria della città, era obbligato per Legge a prendere provvedimenti per prevenire la diffusione dell'infezione all'interno della nostra Istituzione. Invece da come stanno oggi le cose è chiaro che abbia declinato ogni responsabilità, lasciando forse che le decisione venissero prese da qualcun altro, ma l’immobilismo e la sottovalutazione nel frattempo si erano impossessati anche del Presidente e del Direttore».

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di Redazione web