Il Tirreno

Interrogazione parlamentare di Nardi per le mascherine

Camilla palagi
Interrogazione parlamentare di Nardi per le mascherine

La deputata del Pd contesta all’amministrazione le modalità di distribuzione Critiche anche da Mencarelli (M5S): «Sui social le foto del gesto di altruismo»

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massa

«Comunico che ho provveduto ad inviare ai ministri competenti una interrogazione in merito alla distribuzione di mascherine. Contestualmente, annuncio un esposto al garante della privacy. È grave aver schedato le persone da parte dei consiglieri comunali di Lega e Fratelli d'Italia, che a quanto pare si sono spacciati per Protezione Civile senza aver fatto firmare alcuna liberatoria». Lo scrive la deputata del Partito Democratico Martina Nardi che ieri ha annunciato tramite un video-messaggio di aver prima presentato un esposto al Garante della privacy, interpellato sulle modalità di distribuzione delle mascherine scelte dall'amministrazione comunale di Massa, poi di aver presentato un'interrogazione al Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte, per sapere se il Governo e i ministri competenti sono a conoscenza dell'episodio “e conseguentemente quali iniziative urgenti intendano assumere per accertare le gravi responsabilità causate, dai promotori dell'iniziativa di Massa, relative alla sicurezza della salute pubblica e alla tutela dei dati personali dei cittadini”.

Tutto inizia mercoledì sera quando l'amministrazione Persiani annuncia di voler distribuire l'indomani mascherine ai cittadini che ne sono rimasti sprovvisti. Quattro piazze, 500 dispositivi: l'assembramento, seppur a distanza di un metro, si crea inevitabilmente. «Tale comunicazione - si legge nell'interrogazione di Nardi - ha creato inevitabilmente, sia per l'attuale carenza di dispositivi medici sia per il numero di tali dispositivi distribuito rispetto alla popolazione residente (500 unità per circa 70mila abitanti) prevedibili e pericolosi assembramenti di persone nei pressi delle farmacie comunali».

Ma la deputata solleva anche delle criticità sotto il profilo del rispetto della privacy. «Episodio altrettanto più grave il fatto che le mascherine non siano state consegnate nelle farmacie comunali preposte ma nelle piazza antistanti e non da farmacisti autorizzati o dal personale dell'amministrazione comunale di Massa ma da consiglieri comunali di partiti di maggioranza che hanno richiesto, contestualmente al rilascio del dispositivo medico, dati anagrafici dei beneficiari senza però specificare, la finalità per il loro utilizzo. Appare quindi evidente che tale iniziativa, di chiaro carattere propagandistico e partitico e non istituzionale, possa aver rappresentato una occasione pericolosa per veicolare il contagio e compromettere le attuali misure sul contenimento sociale vigenti da settimane».

A contestare le modalità di distribuzione anche la consigliera comunale del M5S, Luana Mencarelli: «E' pittoresco che la maggioranza si risenta dei commenti originati dalla distribuzione delle mascherine ad opera dei suoi consiglieri - dice Mencarelli - scrivendo persino di “schifo e disgusto” per chi li accusa di aver solo voluto visibilità elettorale. Peccato che abbiano occupato i social con i loro selfie nell'atto di “eroico” altruismo; i consiglieri dovevano agire come anonimi volontari e non come personaggi politici. Peccato che la distribuzione sia stata superficialmente caotica e contraria alle prescrizioni di sicurezza previste per legge, per la cui inadempienza si sono anche multati i cittadini in altre circostanze, e quindi potenzialmente più pericolosa che utile e anche criticabile. Bastava affidassero il compito alle associazioni di volontariato già impegnate nel sostegno alla popolazione». —

Camilla palagi

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