Il Tirreno

I sindacati apuani scrivono al prefetto: «In troppi al lavoro come prima»

I sindacati apuani scrivono al prefetto: «In troppi al lavoro come prima»

Cgil, Cisl e Uil in una lettera al prefetto chiedono di potere controllare le liste: «Almeno venti sono senza requisiti»

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Massa-Carrara

Cgil Massa-Carrara, Cisl Toscana Nord e Uil Area Toscana Nord hanno scritto una lettera unitaria al prefetto di Massa-Carrara e per conoscenza al presidente della Regione Toscana, per fare presente che molte aziende stanno lavorando come prima. Il punto, osservano, è che «Il decreto legge vigente, prorogato, approvato dal Governo stante la straordinaria necessità ed urgenza causata dal coronavirus 2020, regolamenta le attività produttive, diciamo non essenziali, prevedendo la loro cessazione temporanea o sospensione, al fine di contenere l'infezione collettiva dei cittadini per la pandemia in essere. Le aziende che ritengono di possedere i requisiti per poter continuare a lavorare ed a produrre - proseguono i sindacati - hanno presentato una domanda autocertificata al Prefetto, in attesa di risposta. Finché non ottengono risposta continuano a lavorare. Molte importanti imprese del territorio stanno lavorando sostanzialmente 'come prima', preoccupando chi rappresenta i lavoratori, inquieti come siamo che l'epidemia continui e che i lavoratori siano in prima linea ad essere colpiti, con tutte le conseguenze del caso per se per la loro famiglia e la società in genere. In pratica risulta che abbiano fatto domanda circa 300/310 imprese. Di queste il Prefetto ha riferito che una ventina o qualcosa in più non avrebbero i requisiti».

I sindacati chiedono «di avere l'elenco aggiornato delle domande pervenute così da poter verificare anche come organizzazioni sindacali le condizioni di lavoro nelle singole realtà produttive che hanno chiesto la deroga. Per esempio la ci sono aziende che ahnno codice produttivi Ateco che sinceramente non ci risulta rientrino tra le attività 'essenziali', così come anche lo yard del Nuovo Pignone ad Avenza di Carrara. In questo contesto, tra l'altro, si sono verificati alcuni 'positivi' al virus e c'è preoccupazione perchè frequentato per lavoro da 'squadre in trasferta', spesso in arrivo da zone della Lombardia». Si ricorda che «nell'accordo sindacale tra Pignone e sindacati di categoria, si prevede, per il sito di Massa, una prosecuzione parziale concordata, mentre per lo yard di Avenza si dice può lavorare 'subordinatamente alla pronuncia prefettizia'. Allo stesso modo ci giungono segnalazioni che un'azienda afferente al settore delle costruzioni, la Edil Tecnica, dove operano 54 lavoratori, stia richiamando i lavoratori dalla Cassa integrazione per riprendere l'attività. Quasi tutte le grandi fabbriche lavorano». La richiesta è di «bloccare tutte le attività con codici ateco diversi da quelli contenuti nel decreto e che per le altre attività siano permesse le lavorazioni afferenti ai prodotti ritenuti essenziali, a fronte però della presentazione di ordini e quantitativi da parte dei clienti. A tal proposito chiediamo che vengano attivati immediatamente controlli per verificare il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale così come prevede il dpcm. Desta inoltre preoccupazione la situazione in cui versano la quasi totalità delle residenze per anziani dove da più giorni denunciamo l'assenza di Dpi adeguati e la necessaria formazione del personale per contenere il contagio, a fronte dell'assenza totale o parziale di personale infermieristico in struttura. In questo contesto è indispensabile procedere immediatamente alla realizzazione dei tamponi e dei test seriologici . Così anche negli Ospedali Covid. Le misure di sicurezza spesso latitano. Qua e là giungono sempre più spesso notizie di positivi al tampone . Che dire: Prefetto, Cgil Cisl Uil non ci stanno», scrivono di comune accordo Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini. —

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