Toscana
«Sulle Rsa, la Sds ci ha risposto in modo del tutto superficiale»
Il sindacato torna a chiedere di sottoporre ospiti e lavoratori a tampone e denuncia ancora la carenza di Dpi in dotazione agli operatori sanitari
massa-carrara
Lettera della Cgil alla direttrice generale della Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani, e ai vertici della Società della Salute della Lunigiana. Il tema, neanche a dirlo, è la situazione che le operatrici sanitarie e anche gli anziani ospiti vivono all’interno delle Residenze sanitarie assistite presenti sul territorio lunigianese (ce ne sono una quindicina per circa 600 posti letto e poco meno di un migliaio tra medici, infermieri e oss).
«Siamo tutti impegnati a fronteggiare una emergenza sanitaria– scrive la segreteria provinciale della Cgil – siamo stati informati dalla categoria di riferimento che alle richieste fatte alla direzione della Sds sono state date risposte scocciate e superficiali. La direzione ha dichiarato che il dover informare il sindacato è una perdita di tempo in un momento in cui sono oberati di lavoro».
Prosegue il sindacato nella sua nota di denuncia: «Inoltre nelle scorse settimane le denunce di carenza di Dispositivi di protezione individuale nei servizi appaltati dalla Società della Salute non sono state prese in considerazione. La verità è che al momento non sono stati fatti i tamponi a tutti gli operatori sanitari e a tutti gli ospiti delle case di riposo. Le Rsa non sono attrezzate per affrontare i casi positivi al Covid-19, per la fragilità dei loro utenti sono luoghi dove porre massima attenzione in questo momento e dove il virus deve essere gestito in maniera sanitaria. Chiediamo all'azienda di intervenire affinché vengano effettuati tamponi in tutte le Rsa, a cui sottoporre fin da subito sia gli ospiti che gli operatori sanitari che vi lavorano». —
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