Il Tirreno

«Una messa per ricordare tutti i morti»

Sara Lavorini
«Una messa per ricordare tutti i morti»

L’impegno di Don Luca perché le famiglie dei deceduti per Covid non si sentano sole: preghiamo insieme a voi

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Massa. L'emergenza Covid 19 ha portato un'ondata di dolore alle nostre comunità inaspettata. Sofferenza aggravata anche dall'impossibilità di celebrare il funerale per le persone perse. Don Luca Franceschini, parroco della Madonna del Monte, ci racconta come cerca di stare vicino alle persone in difficoltà, che hanno perso un loro caro per colpa del coronavirus:«C’è molta sofferenza e molta paura provocata proprio dal timore di non poter, da un momento all’ altro, rivedere i propri cari. Spesso non pensiamo alla morte - spiega Don Luca - invece questo tema così umano ma così atroce, lo abbiamo maggiormente dinnanzi e ci dobbiamo fare i conti. In una società che ha fatto di tutto per nasconde a se stessa il tema della morte, ci si accorge invece che una morte nascosta, senza vedere più il volto della persona che amiamo, senza essergli accanto nell’ ora dell’addio, senza esser presenti alla chiusura della bara, senza poter pregare, senza potersi abbracciare con le persone che ci sono vicine, senza poter andare in chiesa è una morte disumana e lascia nel cuore un immenso vuoto non consentendo di elaborare il lutto. Purtroppo possiamo fare poco. Tuttavia vedo che per molti questo poco ha un significato. Anche solo assicurare il ricordo nella preghiera e nella Messa alla quale non partecipa nessuno, ma tutti sanno di poter essere spiritualmente presenti. Anche solo il fatto che, in un momento in cui tutti si allontanano, cerchi di farti vicino per benedire la salma, per scambiare due parole, per dire insieme una preghiera vedo che è molto apprezzato. Le persone ringraziano e si commuovono. Molti non sanno di poter chiedere la presenza del sacerdote. L’altro giorno ero in obitorio - racconta Don Luca - per benedire una salma e ho incontrato due persone che conosco: avevano lì un loro congiunto. Mi hanno subito detto che credevano non potesse venire il prete; non sapevano cosa fare e hanno pregato e fatto un segno di croce sulla fronte del loro padre. Quando hanno capito che il giorno dopo sarei tornato per fare la benedizione prima di chiudere la bara, ho visto i loro occhi illuminarsi di gioia. Noi - prosegue Don Luca - ogni giorno celebriamo la Messa e in quel momento portiamo sull’ altare davanti al Signore le intenzioni, le preghiere di tutti coloro che si uniscono spiritualmente; inoltre preghiamo sempre per i defunti, ora più che mai. Certamente una Messa – conclude Don Luca - per tutti coloro che sono morti senza poter avere il funerale sarà una delle cose più importanti da fare appena possibile anche con la partecipazione dei congiunti, di chi è nel dolore, di chi spera nella salvezza eterna di chi ha perduto, di chi cerca una comunione spirituale con il mondo nell’eternità di Dio. All’ inizio forse potremo fare una Messa per tutti i defunti. Poi, per chi lo vorrà, si potrà fare anche un ricordo individuale, come d’altra parte nelle nostre chiese facciamo ogni giorno. La preghiera per i defunti e la speranza di poter portare sollievo alle loro anime è una delle cose che ancora in molti sentono come importante». —

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di Redazione web