Sicurezza
La Sartoria D’Este di Massa si “converte” anti Covid
Dai vestiti alle mascherine marchio Ce per i medici: 12 sarte si sono specializzate e si produce anche per il Noa
CARRARA Tra le storie di solidarietà e sopravvivenza, in questo periodo di pandemia, c’è anche quella della Sartoria D’Este di Avenza, una azienda giovanissima che, fino a pochi mesi fa, lavorava per conto terzi nel settore dell’abbigliamento e che dal 23 marzo scorso produce invece mascherine chirurgiche.
Non fa tutto da sola, come racconta l’amministratore delegato dell’azienda Marco Banchi: «L’idea è stata di un’altra azienda locale, che ha sviluppato il prototipo delle mascherine, e aveva in essere un contratto di fornitura di tessuto medicale Tnt marchio Ce che rientra nei dispositivi medici di classe 1. Si tratta di mascherine particolari, con tessuto a cinque strati invece che tre, destinate prevalentemente al personale sanitario. Noi, con la Sartoria D’Este abbiamo sviluppato la parte della produzione, convertendoci temporaneamente alla fabbricazione di mascherine anti Covid-19. Lo abbiamo fatto in tempi velocissimi, senza chiedere incentivi allo Stato e senza nemmeno bisogno della deroga, come confermatoci dall’Istituto Superiore di Sanità interpellato in merito, perché avevamo già a disposizione un prodotto a marchiatura Ce da trattare. In questo modo ridurremo al minimo il numero dei dipendenti in cassa integrazione e anzi, contiamo di aumentare la produttività, per coloro che sono addetti alla produzione, con un turno aggiuntivo da far fare alle nostre sarte».
Alla Sartoria D’Este si lavora a pieno ritmo, come detto, dal 23 marzo: sono già state confezionate migliaia di mascherine, da 13 sarte esperte, che hanno però frequentato corsi di aggiornamento e sono state formate per lo scopo. Numerose anche le richieste già pervenute: le farmacie di Carrara (Nausicaa) Massa e Viareggio, il Comune di Pietrasanta, l’Avis provinciale e anche S. Croce e Aversa. C’è sempre stato, infine, anche un altro ramo della produzione, realizzato esclusivamente per il Noa di Massa: l’ospedale fornisce alla Sartoria D’Este i materiali per il confezionamento di mascherine chirurgiche e due sarte del personale sono interamente impiegate per cucirle. «La collaborazione con il Noa- dice sempre l’amministratore delegato– era un dovere civico a cui sentivamo di dover adempiere in questo momento di difficoltà. Cuciamo per l’ospedale gratuitamente le mascherine di cui ci forniscono il materiale e lo facciamo con grande impegno e orgoglio». —
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