Il Tirreno

L’appello dei sindaci a regione e asl 

«Venite in Lunigiana, c’è un’intera generazione che sta scomparendo»

cristiano borghini
«Venite in Lunigiana, c’è un’intera generazione che sta scomparendo»

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lunigiana

È una situazione sempre più tragica quella che sta vivendo la Lunigiana. Così l’Unione dei Comuni lancia un nuovo appello sottoscritto da tutti i sindaci del territorio, nel quale si avanzano proposte da mettere in campo con urgenza per riuscire a contenere il contagio e fermare la conta dei decessi. I sindaci si rivolgono a Regione e Asl, prima dittuo.

«La gravità della situazione ci impone di chiedervi, come è avvenuto altrove, di visitare i Comuni che ci onoriamo di amministrare per comprendere l'esperienza che i territori si trovano a vivere. Le perdite non si contano più, intere generazioni stanno venendo a mancare, allineando i dati Covid-19 a quelli di Lombardia e Veneto: la casistica dei positivi al coronavirus risponde alla proporzione 1/300, la più alta della Toscana; il dato relativo ai comuni più colpiti, come Mulazzo, alla proporzione 1/84, la più alta della Toscana, in comuni dall'età media alta, dove sono allocate numerose strutture sanitarie per anziani, il Covid-19 si sta trasformando in una bomba sociale per cui è necessario un protocollo speciale per la prevenzione e la gestione delle strutture».

Proseguono i sindaci: «Va considerata la possibilità di concedere anche ai medici di medicina generale, ai pronto soccorso e al servizio 118 la necessaria dotazione di mascherine e di eseguire, sul relativo personale, i tamponi: i dispositivi di protezione massimi devono quindi essere disponibili non solo nei reparti di rianimazione. Le unità speciali per la continuità assistenziale, che stanno per essere avviate, hanno di fronte a loro un compito proibitivo per le condizioni attuali della Lunigiana, dove sono presenti pazienti positivi in dimissione dagli ospedali e pazienti positivi domiciliari; la soluzione migliore per gestire tutti questi casi potrebbe essere la domiciliazione sanitaria con controlli programmati e supervisione da parte dei medici coadiuvati dalle unità speciali; i medici di medicina generale devono essere considerati fondamentali e strategici per il contenimento del Covid-19; i tamponi devono essere necessariamente eseguiti su tutto il personale sanitario; le dotazioni di pulsossimetri devono essere consegnate ai pazienti sintomatici affinché possano monitorare l'ossigenazione del sangue e contattare il medico di medicina generale: si tratta dello strumento più utile, dopo il tampone, per capire se si è infetti».

Altra richiesta riguarda la dotazione di indumenti di protezione per gli operatori della sanità, «vista l’estrema esposizione al contagio del personale sanitario, che dovrebbe avere la dotazione delle mascherine FFP2 e FFP3. Finora ci siamo fatti carico di recuperare quanto più materiale possibile e continueremo a farlo, ma è altrettanto urgente chiederne la disponibilità attraverso un dispositivo normativo. Le misure fin qui adottate si sono rivelate del tutto insufficienti per la tutela della salute pubblica». —

cristiano borghini

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