Il Tirreno

Le mascherine «con le tende della canonica»

Camilla Palagi
Le mascherine «con le tende della canonica»

A borgo del ponte di Massa tutti si sono messi a cucire 

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Massa. Metti un borgo piccino, nel cuore della città, un'ortolana generosa, un parroco al passo con i tempi e delle volontarie piene di energia. Poi si aggiunga lo scoppio di una pandemia.

Al Borgo del Ponte la risposta al Covid-19 è stata immediata: la comunità si è organizzata e, sotto il coordinamento di don Lorenzo Corradini, parroco del quartiere, è riuscita in poco tempo a darsi da fare per la realizzazione di mascherine fatte in casa. Gli oggetti utilizzati per realizzarle sono i più disparati: dalle coppette dei reggiseni, alle tende della canonica. Poi il passaparola tra i residenti della zona ha fatto il resto: aghi, fili e bottoni sono arrivati nelle mani di don Lorenzo, e in poco meno di un mese si è attivata un rete di solidarietà per la produzione di mascherine “home made”. All'interno hanno una tasca per l'inserimento di carta forno o carta assorbente facilmente inseribile ed estraibile. Poi sono lavabili. «L'iniziativa – racconta don Lorenzo - è partita da Monica Tornabuoni: «Perché non facciamo le mascherine per le nostre paesane che vengono a fare la spesa?» si è interrogata l'ortolana. E così è iniziata la produzione da parte di alcune "volontarie", con materiale vario, dal Tnt fino alle coppe da reggiseno.

Ad oggi chi esce per fare la spesa è "con bocca e naso coperti" e la gente di Borgo del Ponte ha voluto dare una mano. C’è chi ha imparato a cucire in pochi giorni, chi non aveva mai preso un ago in mano, chi si è visto portato. «La produzione continua e se qualcuno ne ha bisogno può chiederle» conclude Monica Tornabuoni.

La parrocchia ha poi fatto stampare un “roll” e dei pieghevoli con le indicazioni del ministero della Salute. Posizionati davanti alla canonica, i pieghevoli oltre che in chiesa sono presso gli unici 5 "negozi" ancora aperti in parrocchia, a cui va il ringraziamento del parroco: «Possiamo quasi dire che siamo autosufficienti per quanto riguarda lo stretto necessario, dai generi alimentari, ai pagamenti e tabacchi fino alla lavanderia e ai giornali».

Ovviamente non manca il momento per la preghiera. «È stata installata una croce sulla facciata della chiesa di san Martino: un ex voto, una richiesta, certi che saremo ascoltati e che il contagio finirà, presto».

Camilla Palagi.

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