Sicurezza
«Alla Rsa di Mommio ci sono 10 casi positivi»
fivizzano
I sindacati lo dicono: nelle Residenze sanitarie in provincia le misure per fronteggiare questa emergenza sono a macchia di leopardo. C’è chi è più bravo e chi meno, insomma, a seguire disposizioni e misure imposte per tutelare la salute dei pazienti ospiti e dei lavoratori. Per esempio, la Rsa “La Fontana D’Oro” di Mommio di Fivizzano è stata in pratica messa in quarantena, per evitare che il focolaio che è lì dentro possa uscire e diffondersi.
Spiega il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti: «Sono stati fatti i tamponi ai 35 operatori a lavoro, che sono risultati tutti negativi ad eccezione di un infermiere, che è asintomatico ed è in isolamento in casa sua. Si stanno poi concludendo i tamponi sui 38 anziani ospiti: in questo caso già 10 risultano positivi al virus, aspettiamo gli esiti degli altri esami, ma purtroppo la tendenza è questa, anche se tra gli anziani non c’è alcun paziente in gravi condizioni. È per questo motivo che la casa di riposo, oltre ad essere sanificata ogni giorno, è stata messa in quarantena, è diventata una struttura Covid. La situazione è per ora sotto controllo, ma può evolversi, speriamo non peggiori». Prosegue il sindaco: «Il problema vero adesso è la mancanza di medici che vanno in struttura, per far fronte a ciò stiamo attivando un servizio con la Società della Salute per mandare a Mommio dei sanitari Asl».
Sulla questione delle case di riposo intervengono in maniera unitaria Cgil, Cisl e Uil: «Giungono voci allarmanti di case di riposo senza infermieri, con la difficoltà di sostituire i professionisti ma soprattutto con tassi di contagio che fanno paura. Chiediamo a prefetto, Asl e Protezione civile di attivarsi affinché da una parte si dotino gli operatori di mascherine Ffp2 e non solo di quelle chirurgiche, ma in un momento di emergenza come questo sono fondamentali i tamponi, sia per il personale della Asl sia per il personale delle Cooperative che di quelle delle Rsa private».
Proseguono i sindacati: «Serve subito un tavolo di crisi specifico per monitorare tutto, perché il problema rischia di esplodere. È lì che si trovano infatti i soggetti più fragili, a rischio in caso di contagio. Utenti con gravi patologie e un esercito di professionisti dell’assistenza (operatori socio sanitari, infermieri, terapisti) che in queste settimane lavorano con spirito di abnegazione. Serve mettere sotto osservazione tutte le Rsa e anche qui dovranno essere fatti i tamponi a tutti i lavoratori e lavoratrici gestite dal pubblico, dal privato o dalle cooperative, così da verificare lo stato di salute», chiude l’intervento unitario delle tre sigle sindacali. —
luca signorini
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