La manifestazione
Lazzarelli (Ccn Massa): «La speranza è che poi la gente possa riscoprire il bello dei piccoli negozi»
Interviene il presidente del Centro commerciale naturale in giorni di file ai supermercati
MASSA. L’emergenza Coronavirus, tra tutti gli effetti che ha scatenato, ha inflitto a Massa una batosta ad un centro storico già sofferente.
La chiusura forzata delle attività e l’isolamento delle persone a casa ha reso deserto il cuore della città e il Ccn Massa da Vivere, consorzio a cui aderisce la maggior parte degli esercenti della zona, non è nemmeno in grado di portare avanti le belle iniziative calendarizzate per la stagione.
«L’’ultima iniziativa è stata la celebrazione della Festa del Papà il 19 marzo che, essendo già attivo il periodo di isolamento, si è festeggiata con una carrellata fotografica dei “padri commercianti del Centro Storico di Massa” immortalati nella quotidianità della loro vita familiare, postata sulla pagina Facebook del Consorzio – racconta il presidente Christian Lazzarelli – Attualmente siamo fermi in attesa di riaggiornarci intorno al 3 aprile, attendendo gli sviluppi dell’epidemia e confrontandoci sul da farsi. Probabilmente sarà dura che per quella data la vita riprenda alla normalità».
«Attualmente - continua - abbiamo in calendario “Massa in Fiore” il 19 aprile e ci confronteremo a breve se, di fronte all’emergenza nazionale, ci potrebbe essere l’occasione di farla. Gli espositori sono allertati, la fortuna è che non è una manifestazione che ha bisogno di grande organizzazione o materiale pubblicitario, quindi è possibile metterla su in breve tempo. Decideremo sempre dopo il 3 aprile anche su “Massa 33 giri” e ricalendarizzeremo il tutto». La maggior parte delle attività del centro storico sono negozi, bar e servizi di ristorazione, praticamente le categorie che per prime sono state interessate dalla chiusura. «Alcune si sono organizzate con la consegna a domicilio o la vendita on-line, ma la maggior parte è ferma. Già alla comparsa dei primi di casi di contagio si cominciava a registrare un calo di fatturato, ora con la chiusura è totale. Io penso che dovremmo capire di fare uno sforzo a 360° per combattere questa epidemia, con buona volontà da parte di tutti, governo centrale, amministrazione periferica, i fornitori, dipendenti e noi stessi. Dovremmo capire che se ognuno fa la sua, magari quest’anno sarà dura ma il prossimo andrà alla grande. Ci riprenderemo se remiamo insieme, anche se con fatica». Lazzarelli confessa: «A volte mi prendono momenti di sconforto e vedo nero, poi mi prende uno spirito forte, una speranza e carica di andare avanti- dice ritrovando un po’ di ottimismo - . Il nostro nemico continuerà ad essere la grande distribuzione online, ma uno scenario positivo potrebbe essere che questo distacco dal centro e la gente costretta a stare tra quattro mura, porti la gente (una volta finito tutto) a camminare di più, a riscoprire il senso di una passeggiata e il centro storico ne trarrà beneficio». —
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