Trasporti
Consigli comunali e piattaforme online
Anche le commissioni si dovranno svolgere in streaming Cella: «Stiamo organizzandoci, il percorso non è facile»
Massa
Politica e nuove tecnologie, riuscirà la macchina amministrativa a rimettersi in moto? Qualcosa su questo fronte sembra muoversi. Anche a Massa infatti si discute di come ripristinare le commissioni consiliari e i consigli comunali nonostante il coronavirus. L'ultima seduta che si è tenuta in sala 10 aprile risale al 2 di marzo. Da allora l'edificio di via Porta Fabbrica ha dovuto necessariamente chiudere i battenti.
Maggioranza e minoranza hanno continuato a comunicare attraverso una chat, ora, però, si discute di riprendere in mano ufficialmente le attività sospese. E di farlo come in altri comuni d'Italia: attraverso piattaforme online. «Essendo il mio campo – spiega il vicesindaco Andrea Cella – ho dato una mano all'assessore Paolo Balloni, che ha ricevuto la delega all'innovazione tecnologica. Stiamo facendo dei test e analizzando diversi sistemi per individuare quello con più garanzie. Il problema non si pone per le commissioni, che richiedono uno sforzo minimo per il server. Piuttosto per i consigli comunali che richiedono un sistema che coinvolga almeno 50 persone». Certo le difficoltà non mancheranno e sono facilmente individuabili dando un'occhiata a quanto sta succedendo in quei comuni che hanno già testato la validità di un sistema virtuale. A Settimo Torinese, per fare un esempio, è saltato il collegamento poco prima della dichiarazione di voto. Ma per alcuni temi, la riunione del consiglio in forma virtuale ha permesso l'approvazione di documenti importanti, e in scadenza, come il bilancio. È il caso del consiglio regionale in Piemonte, dove un assessore ha illustrato il piano nonostante la quarantena, e del Comune di Gela: consiglio virtuale e bilancio approvato in un'oretta.
«Ci interessa un sistema che abbia a disposizione strumenti per la votazione – continua Cella - senza essere così obbligati ad alzare la mano in video. Un sistema che insomma includa la votazione digitale, ma anche gli interventi del presidente del consiglio, chiamato poi a gestire i lavori. Serve un sistema che garantisca tutte le funzioni del consiglio comunale, dato che la situazione potrebbe protrarsi per altri due –tre-quattro mesi. In settimana iniziamo i test».
Sui social anche il consigliere comunale Paolo Menchini del Movimento Cinque Stelle di Massa aveva sollecitato l'attivazione di percorsi simili, come richiesto ai professionisti e ai dipendenti di quelle aziende che hanno dato il via allo smart working: «Speriamo si riesca a fare altrettanto anche con il consiglio comunale; le criticità sono ovviamente differenti e per certi aspetti più complesse, ma a Bologna ci sono riusciti». Anche la città di Bologna si è infatti mossa per continuare i lavori di consiglio. L'ex vicesindaco Uilian Berti, oggi consigliere di minoranza per Articolo 1 Mdp, concorda: «Sono d'accordo con questo percorso che nei posti di lavoro è più o meno già in corso. Il Comune dovrà garantire a tutti strumenti per poterlo attivare, anche attraverso la procedura del comodato d'uso se non tutti ne sono in possesso. Passata l'emergenza Covid-19 ci sarà da ricostruire un tessuto. Non possiamo assolutamente demandare tutto alla sola giunta». —
Camilla Palagi
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