Il Tirreno

«Tre in quarantena e niente sanificazioni»

Irene Rubino

L’accusa di Ustioni, della Fit Cisl, contro l’azienda di trasporti Ctt. «L’azienda che dovrebbe farle non ha autorizzazioni»

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«Con tre autisti in quarantena non viene fatta nemmeno la sanificazione dei mezzi»: non si placano le proteste all’interno di Ctt Nord dopo lo sciopero del 26 marzo a deposito di via Catagnina. «La Coplat, la ditta che dovrebbe occuparsi delle sanificazioni, non possiede le autorizzazioni necessarie ad eseguire la procedura – spiega Giovanna Ustioni, Fit Cisl – essendomi informata presso l’Usl so che può essere effettuata solo da personale specializzato in possesso di patentino apposito, attraverso l‘uso di di solfato e idrato d’argento. Un’operazione che andrebbe effettuata a una cadenza di tre, massimo cinque giorni. Ho monitorato l’operato della cooperativa in questione, notando che le dipendenti lavorano in tuta, senza guanti né mascherine, e adoperano unicamente prodotti disinfettanti. Si arrampicano sui sedili con scarso riguardo delle norme igieniche. Dunque, nonostante Ctt Nord certifichi che i mezzi vengano sanificati ogni sera, questo non avviene. L’unica sanificazione effettiva sembra sia stata effettuata il giorno 9 marzo su appena sette mezzi, come risulta da un tagliando. Il 18 marzo, invece, una ditta di Livorno ha sanificato tutte le parti immobiliari del deposito, ma non il piazzale. Pochi giorni fa gli autisti sono stati forniti di un kit con cui dovrebbero sanificare di persona il sedile del conducente, ma si tratta di semplice alcool».

Il problema, osserva Ustioni, è stato gestito male fin da subito: «Noi siamo lavoratori a rischio, seppure meno del personale sanitario, ma a continuo contatto col pubblico. Un’ordine di servizio del 17 marzo ha disposto la distribuzione di mascherine, gel e guanti agli autisti per il giorno successivo. L’indomani ci è stato distribuito solo un gel disinfettante, i guanti sono stati requisiti, le mascherine sono arrivate in ritardo e non ci sono mai arrivate. Ctt ne prevedeva l’uso solo qualora avessimo guidato i mezzi K1, bus piccoli con l’ingresso a sfioramento di spalla del conducente. Quasi a imporci di guidarli: cosa che ci siamo rifiutati di fare, finché non sono state messi fuori servizio grazie alle nostre battaglie. Alla fine le mascherine ce le ha donate la Protezione civile. Quando ho telefonato al signor Giancarlo Pianini, quadro dell’azienda, chiedendo perché non ci venivano fornite, la risposta è stata: “Ma a che vi servono questi straccetti? Venitele a prendere.” Poi è tornato sui suoi passi, doveva chiedere al dirigente di Ctt Nord Massimiliano Palloni l’autorizzazione a darcele. Solo dopo le mie rimostranze ci sono state finalmente fornite».

A testimoniare i rischi che corrono gli autisti ci sono i casi di quarantena: «Ad oggi abbiamo un autista appena uscito dalla quarantena perché risultato negativo al tampone; un secondo in quarantena che ha fatto il tampone ieri perché sua moglie è risultata positiva; un terzo in isolamento col padre ricoverato al NOA per covid-19. Ma l’azienda tende a coprire questi casi, la comunicazione è opaca».

Ed è di ieri sera la notizia di un terzo autista di quarantena. Insomma quello del Ctt continua a essere un fronte caldo di confronto tra azienda, lavoratori irritati e i problemi che ne derivano. —

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