Il Tirreno

la lettera 

«Tamponi e test a tutti e subito Sono troppi i morti in Lunigiana»

«Tamponi e test a tutti e subito Sono troppi i morti in Lunigiana»

Cosimo Ferri scrive alla direttrice dell’Asl Nord Ovest «Più attenzione verso questa zona, i dati sono tremendi»

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lunigiana

L’appello di alcuni giorni fa del sindaco di Aulla Roberto Valettini - che, sottolineando l’esistenza di un “caso Lunigiana” a riguardo del coronavirus, chiedeva un pool di almeno quattro medici per gestire l’organizzazione sanitaria - trova sostenitori.

Così il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri: «I dati della Lunigiana (morti e contagiati) continuano ad essere allarmanti. Ci vuole un piano specifico per monitorare questo territorio: tamponi e test immunologici vanno fatti subito e non annunciati solamente. Sono fondamentali per mappare il cammino del virus: i sintomatici anche lievi, i loro congiunti, gli operatori sanitari, sono le categorie da cui partire immediatamente. Inoltre vanno monitorati attraverso i tamponi anche i luoghi più esposti come le Rsa dove si sono verificati focolai. Proprio in queste strutture si sono verificati alcuni decessi; è stata segnalata in più occasioni la gravità della situazione e la necessità di separare i contagiati, di mettere in sicurezza gli operatori e famigliari, per evitare conseguenze ulteriori. La Lunigiana chiede più attenzione».

Ferri scrive una lettera alla direttrice generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani: «Resta un vulnus, in tal senso, l’aver tenuti inattivi fino ad ora i laboratori analisi degli ospedali della provincia ed anche quelli privati convenzionati. Il contagio frena se siamo in grado di sapere presto (per isolarli e/o curarli) chi siano i suoi vettori. L’annunciata apertura del laboratorio del Noa è una prima risposta, anche se tardiva rispetto alle richieste di Sindaci, ma può non essere sufficiente. Occorre poi dare continuità all’approvvigionamento del materiale sanitario, ancora oggi improvvisato e carente. Le mascherine ed i dispositivi di sicurezza non possono mancare, soprattutto agli operatori sanitari, ma neppure ai cittadini. Vanno altresì migliorati i protocolli organizzativi, rendendo più funzionali i presidi di Pontremoli e Fivizzano rispetto alle esigenze di ricovero dei malati no-covid, ma anche rispetto alla presa in consegna temporanea nei pronto soccorso di pazienti urgenti, qualunque patologia lamentino. Bisogna evitare inutili e pericolosi rimpalli da una struttura all’altra e tener conto dei fattori tempo-distanza nel decidere dove prestare il primo soccorso. In questi giorni sembra non succedere, con conseguenze a volte drammatiche».

Chiude il deputato di Italia Viva: «Insomma, bisogna cambiare passo e il tempo per farlo è scaduto, ce lo dicono i numeri tremendi di chi si ammala e di chi ci lascia ogni giorno in Lunigiana: troppo alti». —

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