Il Tirreno

«Medico lasciato senza telefono e adsl»

Manuela D’Angelo

Confconsumatori elenca i problemi più frequenti ai tempi del Covid-19: «Ricevimenti e vacanze non rimborsate»

2 MINUTI DI LETTURA





massa

Non c’è soltanto la paura di ammalarsi, o la preoccupazione per i parenti più anziani, ci sono anche tutta una serie di problematiche che riguardano i cittadini- consumatori. A parlarne è Francesca Galloni, avvocato e responsabile della Confconsumatori Massa Carrara: «Ci sono numerosi casi scoppiati a seguito della pandemia, che stanno interessando i cittadini di Massa Carrara. I maggiori problemi si stanno verificando con la telefonia fissa e l’Adsl di casa. Mi preme raccontare un caso veramente eclatante: una compagnia telefonica ha staccato, pochi giorni fa, internet e telefono ad un medico di questa provincia e nonostante quelli fossero gli unici mezzi di comunicazione tra lui e la sua famiglia, in un momento così delicato. Il medico apuano aveva contestato, molto prima dell’emergenza sanitaria, una bolletta di 45 euro, che quindi era rimasta sospesa. Pochi giorni fa, senza nessun preavviso, la compagnia ha staccato tutto. Di questo caso abbiamo inoltrato segnalazione anche al Corecom. Il distacco di rete fissa e Adsl sta interessando anche altri utenti, costretti a rimanere chiusi in casa, senza poter uscire, e senza avere neanche il telefono per comunicare».

Un altro insieme di ricorsi verrà invece inoltrato per quei cittadini che hanno chiesto il rimborso di biglietti aerei e vacanze- soggiorno già pagate: «In questo caso– spiega l’avvocato Galloni– la legge va in contro ai tour operator, perché l’ultimo decreto prevede che possano scegliere se rimborsare l’intera vacanza o consegnare un voucher per una vacanza futura. La maggior parte sta scegliendo la seconda opzione, quando invece il consumatore preferirebbe il rimborso, non sapendo quando si potrà tornare a viaggiare e se ne avrà la possibilità. Come detto qui stiamo studiando la situazione, perché il comportamento dei tour operator è lecito».

Più facile, invece, probabilmente, sarà far ottenere il rimborso alle spose che non hanno potuto consumare il loro banchetto di nozze: «Sto seguendo– continua l’avvocato Galloni di Confconsumatori– il caso di una donna massese che avrebbe dovuto sposarsi, ma le cui nozze sono saltate a causa del coronavirus. Ebbene il ristorante, in Liguria, dove avrebbe dovuto svolgersi la festa, non vuole rimborsarle la caparra versata. In questo caso però la legge è molto chiara: nell’articolo 1256 del codice civile, si specifica che “l’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile”. Quindi poiché il ricevimento è saltato per cause non imputabili al cliente, la caparra va restituita intera ». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa