Il Tirreno

Lo sfogo di un cittadino: «Con le fontane secche a Massa, vado al supermarket»

Camilla Palagi
Una fontana chiusa e il testo dell'ordinanza del sindaco
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Una fontana chiusa e il testo dell'ordinanza del sindaco

Il Comune non sembra voler ritirare l’ordinanza di chiusura. Pileri: «Difficile calmierare Fonteviva, i prezzi li fanno altri»

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Massa. Massa città senza fontane d'acqua pubblica. Ad oggi il nostro Comune risulta essere l'unico, in Italia, ad aver chiuso i rubinetti delle fonti d'acqua potabile. Gli effetti, per alcuni cittadini, si sono sentiti subito: «Con un bimbo piccolo in casa durante lo svezzamento abbiamo bisogno di circa 5 litri di acqua al giorno. Non ne abbiamo di buona qualità a casa. Il sindaco di Massa ha chiuso le fontane pubbliche costringendoci a fare la coda ogni 2-3 giorni al supermarket per l'approvvigionamento».

Alessandro Tonacci si affida ad un tweet per descrivere gli effetti dell'ordinanza di chiusura delle fontane della Rocca, di San Carlo, del Cristallo e di Canevara voluta dal Comune. Ordinanza unica, al momento, nel suo genere, almeno per quanto riguarda le fontane adibite per l'imbottigliamento di acqua. Dal mondo dei social arrivano messaggi di critica e in difesa del bene comune per eccellenza: «L'acqua bene comune è imprescindibile e non si può far finta di niente come l'amministrazione massese a guida Lega sta facendo», si legge nel tweet.

Raggiunto al telefono, Tonacci conferma la situazione: 8 euro in più a settimana per l'acquisto di confezioni di acqua nei supermercati, 12 se si prendono in bottega, e un bene primario, come l'acqua, che comunque difende per “principio”. L'amministrazione Persiani non sembra essere intenzionata a tornare su un'eventuale riapertura delle fontane e l'idea di calmierare i prezzi di Evam proposta dal presidente del consiglio Stefano Benedetti sembra non essere fattibile perché – spiega il presidente della società, Stefano Pileri – «non siamo noi a determinare i prezzi delle bottiglie». Anche se si dichiara disposto a ragionare di iniziative per la distribuzione di Fonteviva per coloro che sono rimasti senza acqua. Sull'essenzialità del bene non vi è dubbio. I codici Ateco del decreto Conte, quelli che stabiliscono quali bene garantire in quanto essenziali e quali no, al numero 36 forniscono ulteriori dettagli legati proprio alla tutela dell'acqua: «Questa classe include la raccolta, il trattamento e la distribuzione di acqua per uso abitativo ed industriale. È inclusa la raccolta di acqua proveniente da varie fonti, nonché la distribuzione attraverso diversi mezzi».

Il presidente del consiglio Benedetti annuncia che in occasione del primo consiglio comunale presenterà una mozione per «creare punti di distribuzione di taniche di acqua che il Comune preleverà alle fontane». —

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