Il Tirreno

a bedizzano 

Tutti in bus a Carrara per pensioni e bollette

Alessandra Poggi
Tutti in bus a Carrara per pensioni e bollette

La sede postale del paese non ha ancora riaperto i battenti In tanti sono scesi in città per sbrigare pratiche e pagamenti

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Alessandra Poggi / CARRARA

A Bedizzano le poste sono chiuse dal sedici di marzo e i vecchietti affollano l’autobus per andare a riscuotere la pensione.

L’ufficio del paese è stato chiuso come misura di contenimento al Covid 19, ma chi deve pagare le bollette o riscuotere la pensione è costretto a scendere in città, andando ad allungare la fila già consistente degli uffici postali aperti. Secondo alcune indiscrezioni tra i paesani le poste di via Cybo avrebbero dovuto riaprire giovedì 26 marzo, per permettere agli anziani di riscuotere la pensione e fare pagamenti. Ma così non è stato. Per questo in molti hanno deciso di sfidare il virus, con o senza autocertificazione, scendere in città per ritirare la pensione, affollando l’autobus e la piazzola di sosta.

Ma diversamente non avrebbero potuto fare perché senza soldi non si mangia e le utenze non si pagano. Senza contare che alcune corse dei mezzi da e verso il paese sono state soppresse. Problemi anche per i giovani, come spiega Barbara Bongiorni, titolare dell’alimentari – tabacchi del paese: «dicevano che avrebbero riaperto le poste ma non l’hanno fatto. Ci sono anziani che hanno bisogno di soldi e devono andare a Carrara per riscuoterla, passaggi non se possono dare, l’auto non ce l’hanno e l’unica soluzione è prendere l’autobus e affollarlo. Oltre ai pensionati di Bedizzano venivano a riscuotere da noi anche quelli degli altri paesi – continua Barbara – così ci creano un disagio e ci mettono a rischio. È inutile che ci dicano di non uscire se poi dobbiamo andare a Carrara in mezzo alla ressa» . Insomma, disagi per gli anziani ma anche per chi ha attività essenziali che devono restare aperte, propri come nel caso della nostra Barbara: «per pagare le sigarette sono costretta e muovermi – racconta – e la cosa non mi piace, sto allattando e ho paura. Non ci sono altri modi per pagare le sigarette, mi mandano un bollettino pre stampato che va pagato in posta. L’ultima volta sono dovuta andare a Bonascola, funzionava un solo sportello ed erano al numero 18, io avevo il quarantacinque. Così ho dovuto stare in mezzo alla gente ed aspettare il mio turno. Per fortuna da me lavora mia cugina, ma se non ci fosse dovrei chiudere il negozio e lasciare tutti senza mangiare. Ho provato anche ad andare in banca, ma la fila era la solita delle poste. Insomma, ditemi voi se è normale. L’ufficio di Bedizzano dovrebbe riaprire, a me mi obbligano a tenere aperto perché il mio è un servizio essenziale, ma lo sono anche le poste, soprattutto in un paese dove ci sono molti anziani senza macchina. Ci dovrebbero semplificare la vita, non complicarcela». Insomma, Bedizzano è ancora una volta protagonista di un disagio, dopo le acque torbide delle scorse settimane, dei maxi conguagli di Gaia, stavolta ci si mettono pure le poste chiudendo l’ufficio del paese.

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