Il dolore
Rinviato a luglio il processo a don Euro
Le udienze sono state bloccate per ridurre i rischi di contagio e così quella del procedimento a carico dell’ex sacerdote è stata fatta slittare di mesi
MASSA
L’emergenza coronavirus ha paralizzato anche l’attivItà dei tribunali. E così sono molti i procedimenti, già fissati, che sono stati fatti slittare a tempi più sereni, quando il pericolo dei contagi si spera sarà drasticamente ridotto.
Fra i processi che sono stati posticipati c’è anche quello che vede sotto accusa Gianluca Morini, l’ex parroco di Avenza, Massa, Fossone e Caniparola, conosciuto ormai alle cronache come don Euro.
L’udienza era stata fissata per il prossimo primo aprile, è stata messa in calendario per il primo pomeriggio dell’otto luglio.
Un processo che, come abbiamo già annunciato, nel corso del tempo si è già “sgonfiato”.
L’ex parroco è finito sotto accusa per estorsione, autoriciclaggio, sostituzione di persona e cessione di stupefacenti. È decaduta invece l’ipotesi accusatoria di truffa perché nessuno dei parrocchiani a cui chiese soldi ha sporto querela.
Nell’ultima udienza, a inizio febbraio, avevano sfilato sul banco dei testimoni alcuni sacerdoti. Parroci che, in un modo o nell’altro, avevano avuto a che fare con Luca Morini. Davanti al collegio giudicante (presieduto da Ermanno De Mattia) erano state ripercorse le svariate volte in cui don Euro aveva battuto cassa per avere denaro dai colleghi, accampando varie giustificazioni. Fra queste c’era stata la testimonianza del parroco di Forte dei Marmi don Piero Malvaldi. «Morini me lo presentò il vescovo, nel dicembre del 2015, come un confratello bisognoso di cure per diverse patologie, dal diabete alla allergia agli acari - dichiarò don Piero - Monsignor Santucci mi chiese se poteva collaborare con me nella chiesa di Forte dei Marmi, affiancandomi nelle celebrazioni». «Lo incontrai due o tre volte, mi chiese velatamente dei soldi, disse che quando celebrava messa dalle monache a Massa non gli davano mai neppure un piccolo obolo».
Nell’udienza di luglio saranno sentiti altri sacerdoti che hanno avuto contatti con l’ex parroco finito a processo. Ma se ne riparlerà fra quattro mesi. —
A.V.
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