Sicurezza
«State maltrattando le imprese Se chiudo non potrò riaprire»
Stefano Giannoni, associato Confartigianato, da 35 anni fa assistenza caldaie e non sta più lavorando: operai in cassa integrazione poi chissà
Massa Carrara
«Lo Stato ci prende in giro». Poche parole, piene di paura e disperazione quelle di Stefano Giannoni, associato della Confartigianato.
«Siamo alla fine– spiega– alla resa dei conti come si direbbe in uno spaghetti western che si rispetti. Il cosiddetto Stato ci sta dimostrando tutta la sua fragilità, eppure ci chiede di stringerci a coorte, ci dice che andrà tutto bene, ma poi dimostra di essere incapace di dare le risposte che servono a gestire una emergenza vera. Oggi guardo al mio mondo, quello di una piccola impresa, che a parole definisci il tuo orgoglio, il tuo fiore all’occhiello, ma che in pratica maltratti».
«Oggi mi tratti da evasore– continua– e mi spremi come un limone, poi mi dici che mi aiuterai, che salvaguarderai la mia impresa i posti di lavoro che ho creato. Ma a luci spente sai bene che se chiudo e se non incasso non avrò soldi per pagare stipendi, tasse, oneri, bollette, contributi, fornitori e infine non avrò risorse per me stesso e per la mia famiglia. La mia ditta– continua Giannoni– da 35 anni si occupa di assistenza caldaie, operiamo in casa di famiglie e cittadini, e sono una categoria di pubblica utilità, poiché difficilmente posso riparare una caldaia con lo smart working. Mi hai detto di continuare a lavorare, ed io l’ho fatto, naturalmente a rimessa totale perché se una caldaia non sta per scoppiare nessun cittadino mi vuole in casa sua . Ho messo i dipendenti in ferie forzate perché mi hai detto di farlo, e poi chiederò la cassa integrazione per loro che sappiamo consistere in pochi spiccioli e per poco tempo. Ci hai promesso la sospensione, non l’annullamento, di certi pagamenti, previdenziali, cartelle esattoriali. Vivo perché tu mi fai vivere in una condizione di instabilità, fragilità, insicurezza che non auguro a nessuno, con l’ elemosina delle 600 euro “una tantum” che l’Inps non sa come, e se potrà, erogare. Oggi non mi sento orgoglioso di essere Italiano. Cerca di volermi più bene, fatti amare e fai amare la democrazia. Basta cantare dai balconi, gridiamo le cose che non vanno bene. Oppure non andrà tutto bene». —
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