La manifestazione
Tanto web e mamme prof: così la scuola si ripensa
Dalle elementari alle superiori, videolezioni e compiti sulle piattaforme online
La dirigente Ceccarelli: noi ci siamo, non lasciamo soli studenti e famiglie
CARRARA. La scuola non si ferma e le lezioni si fanno online: piattaforme, video chiamate, quiz a tempo e compiti. Ecco come è cambiata la scuola dopo l'emergenza Coronavirus, che costringe i ragazzi e i bambini a stare a casa. Niente vacanze anticipate, insomma, e niente vagabondare per casa. La scuola c'è e non si ferma adeguandosi alla situazione e diventa virtuale. E così i genitori, le madri in particolare, si trovano a sostituire gli insegnanti e le maestre seguendo giorno dopo giorno la didattica dei figli. Una situazione non facile ma necessaria, che vede impegnati tutti (insegnanti e genitori) nel seguire l'educazione scolastica a distanza.
E se per i professori questo è un lavoro che ben conoscono, per molti genitori è problematico gestire i compiti, non in una vera e propria aula scolastica, ma nel salotto e nella cameretta di casa. Questo vale soprattutto per i più piccoli, che si vedono recapitare i compiti via Whatsapp nei vari gruppi di classe, mentre per i più grandicelli la situazione è diversa e i professori li chiamano e li interrogano.
Per la scuola elementare il lavoro quotidiano o settimanale viene assegnato proprio via Whatsapp o scaricato collegandosi alle varie piattaforme scolastiche, dove le maestre inseriscono di volta in volta i compiti. Per quanto riguarda le scuole medie fare i capricci per non studiare è più difficile, visto che ci sono i registri elettronici, come spiega Luciana Ceccarelli, dirigente dell'istituto comprensivo Carrara e paesi a monte: «Non è possibile riprendere il modello della scuola online - spiega la preside - ma in questo periodo di emergenza non abbiamo lasciato soli ragazzi e famiglie. Alcuni strumenti li usavamo già, come per esempio la piattaforma Edmondo dove facciamo video lezioni, condividiamo documenti e molto altro. È tutto in progress. Ci stiamo attrezzando anche per andare incontro a quelle famiglie che non dispongono di tablet e non sono digitalizzate. Il Ministero viene incontro a queste famiglie. Noi stiamo cercando di capire quante sono, e nel caso di aiutare i ragazzi anche semplicemente via telefono. La scuola in questo momento non lascia soli gli studenti e le loro famiglie. C'è una grande collaborazione anche tra gli insegnanti, che hanno creato un team digitale e stanno aiutando a livello tecnologico quelli meno esperti, o che , per scelte didattiche, non usavano questi strumenti. L'importante è tenere agganciati i ragazzi alla scuola il più possibile».
Per quanto riguarda le scuole superiori la scelta didattica è più o meno in linea con l'orario scolastico. Al liceo linguistico per esempio i ragazzi usano la piattaforme Microsoft Teams, una sorta di aula digitale con lezioni dalle otto alle tredici, o fino alle dodici a seconda dell'orario settimanale. In questa piattaforma oltre alle lezioni dei professori, vengono inseriti i compiti o il materiale necessario per approfondire un determinato argomento. Altre scuole ancora hanno aggiunto dei quiz a tempo, che vengono svolti subito dopo la lezione, o comunque entro una determinata ora. Insomma, la scuola si è adeguata, o meglio ha potenziato gli strumenti digitali che si usavano già normalmente prima di questa emergenza. Con lo scopo di garantire continuità, per la formazionde dei ragazzi e perché non si trovino con la vita stravolta.
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