Il Tirreno

l’intervista al sindaco di tresana matteo mastrini 

«Mi preoccupano i bisogni dei cittadini la solitudine estrema e la paura dei deboli»

Cristiano Borghini
«Mi preoccupano i bisogni dei cittadini la solitudine estrema e la paura dei deboli»

La lotta al coronavirus si vince investendo di più nel sociale «Ringrazio chi è sul campo e rischia la sua salute per gli altri»

3 MINUTI DI LETTURA





TRESANA

L'Italia sta vivendo un momento di grande emergenza. Un ’emergenza che il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, vive in prima persona.
Sindaco Mastrini, è un sindaco giovane che per la prima volta si rapporta con una situazione come questa. Come la sta vivendo?

«È una situazione nuova per tutti. Cerco di collaborare con tutte le autorità, recependo le normative e, quando mi è possibile, portando il mio modesto contributo nell'ottica di una proficua collaborazione. Mi occupo della tenuta sociale del mio Comune, mi metto a disposizione della popolazione al limite delle mie possibilità. Supporto le persone fragili con l'aiuto della Protezione Civile consegnando spesa, medicinali e mascherine. Mi sento parte di una grande comunità, ritengo che in questa emergenza i cittadini debbano collaborare e restando a casa e che le persone che hanno, come noi, importanti responsabilità, debbano stare sul campo senza risparmiarsi, affrontando la situazione con dignità e senso di appartenenza. Mi tornano alla mente i racconti dei miei nonni sulla guerra, sulle difficoltà, sui bisogni. Proprio in questi giorni ho perso un mio congiunto, che, come mio figlio, al tempo della guerra, era bambino e cerco di affrontare la situazione anche con il patrimonio di memorie che mi ha lasciato».

Oltre ad essere sindaco, ricopre il ruolo di coordinatore della Protezione Civile lunigianese presso l'Unione dei Comuni, come ha risposto la macchina dei soccorsi allo stress test?

«Le Associazioni si sono prestate ai servizi sociali con grande generosità. I Volontari stanno profondendo il massimo forzo, si dedicano anima e corpo al supporto delle Amministrazioni. La Regione ha messo a disposizione un budget per il servizio che abbiamo cercato di spendere in maniera razionale, mettendo al primo posto gli ultimi. Il mondo del Volontariato in Lunigiana è organizzato, efficiente, competente. Lo ascolto e mi arricchisco ogni giorno, cerco di fornire il mio supporto tecnico mettendo a disposizione tutti gli strumenti per operare senza difficoltà anche se siamo in emergenza».

Cosa la preoccupa di più come primo cittadino?

«La salute pubblica, il supporto ai bisognosi, la solitudine dei più deboli, le cure per tutti gli ammalati. La nostra sanità, non penso solo a livello locale, ha vissuto un'epoca in cui si parlava di servizi essenziali. Penso che si debba sostituire una visione collettiva ad una visione individuale, ritengo che si debba essere pronti ad affrontare l'emergenza investendo di più sul sociale. I territori piccoli si gestiscono meglio, ci sono meno sprechi e più controllo. Le Asl sarebbe meglio fossero basati su bacini omogenei, questa esperienza ci ha fatto capire che la strada intrapresa non è quella giusta anche se non è il momento di fare polemica. Colgo l'occasione per ringraziare i medici, gli infermieri, gli operatori socio sanitari e tutte le persone che sono al sul campo mettendo a rischio la propria salute per gli altri. E' doloroso dirlo, ma questa esperienza ci renderà più capaci di comprendere quello di cui c'è realmente bisogno. Le persone non sono numeri e la sanità basata su logiche numeriche non è in grado di rispondere agli effettivi bisogni dei cittadini. E' una riflessione che tutte le forze politiche dovranno fare».

Gli analisti parlano di una possibile crisi economica se questo stato d'emergenza si protraesse. La Lunigiana ha nel comparto turistico il suo punto di forza, cosa dovranno fare le istituzioni per rilanciare questo settore?

«La necessità di ripensare alla gestione delle risorse sarà urgente. Dovremo superare le visioni individualistiche e campanilistiche per promuovere il brand Lunigiana. In queste difficoltà le Amministrazioni, al netto delle diverse sensibilità e visioni, hanno lavorato unitariamente. Questo spirito solidale ed unitario dovrà essere un patrimonio umano e sociale su cui costruire il futuro. Penso sia necessario ascoltare di più gli operatori turistici. In Lunigiana ne abbiamo di bravi e competenti. La capacità di ascolto è fondamentale per trasformare le idee in azioni. L'importante sarà valorizzare le nostre risorse, che hanno un potenziale ancora inespresso». — Cristiano Borghini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web