Il Tirreno

Evam:«Produciamo acqua come a Ferragosto»

Manuela D’Angelo
Evam:«Produciamo acqua come a Ferragosto»

L'azienda non ha mai smesso di lavorare a pieno regime, ma in completa sicurezza. Donate bottiglie al Noa e alla Caritas

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MASSA. All’Evam non soltanto si lavora quasi a pieno regime e in completa sicurezza, ma si produce come fosse Ferragosto.

È una lunga chiacchierata quella con Stefano Pileri, presidente di Evam, la società pubblica delle acque massesi: l’impressione è che ci sia preoccupazione per l’emergenza virus, ma anche voglia di lavorare, per offrire uno di quei “servizi essenziali” tenuti a rimanere aperti, anche durante la pandemia. Si lavora sì, e anche a forte ritmo, perché in queste settimane di ristrettezze e preoccupazione di impossibili chiusure di supermercati, la richiesta di acqua Fonteviva e Amorosa è stata altissima: «Come se fossimo sempre in agosto– spiega Pileri, che risponde da casa, dove ha portato il suo carico di lavoro– Praticamente stiamo lavorando come se fossimo in piena estate, mesi in cui per il gran caldo si beve di più e noi solitamente produciamo il triplo».

È andata così: le gente, per la paura di rimanere senza i beni di prima necessità, come l’acqua, in un solo mese ha dato fondo a tutte le scorte di magazzino dei supermercati, acquistando anche sei pacchi da sei bottiglie a famiglia. I supermercati a loro volta hanno inoltrato continui ordini ad Evam che ha provveduto a rifornire tutti.

«Tranne bar e ristoranti è ovvio– racconta Pileri– La loro chiusura non l’abbiamo accusata soltanto grazie alla grande distribuzione rimaste sempre aperta come noi».

Ma come si lavora in una fabbrica “essenziale” per la cittadinanza, ai tempi del coronavirus?: «Si sta lontani– dice il presidente– si usa lo smart working, si fanno turni diversi, ci si organizza meglio per evitare di incontrarsi e di stare insieme in una stesso ambiente. Dei quattro dell’amministrativa due sono in ferie alternate e due lavorano da casa; gli operai, 12 in tutto, lavorano su un turno solo, separati tra chi sta alla plastica e chi al vetro, per non incontrarsi; le ore di lavoro sono le stesse ma riorganizzate: c’è chi entra prima e chi dopo. Abbiamo dovuto chiudere la mensa interna, quello sì. E se i lavoratori hanno bisogno di incontrarsi, o di fare qualcosa insieme, soprattutto attività di manutenzione, indossano i sistemi di sicurezza, dalla testa ai piedi, per evitare il possibile contagio. Al momento non abbiamo avuto nessun problema e stiamo lavorando in serenità. Abbiamo venduto tantissimo pet– continua– e riceviamo ancora ordini altissimi».

In tutto questo c’è stato e ci sarà ancora, tempo per la solidarietà: «Ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa nei confronti dei nostri concittadini, in periodo difficile. Crediamo che l'unione nel raggiungere un obiettivo faccia davvero la forza. Fonteviva ha sempre sostenuto il suo territorio con eventi e realtà per lo sport, per il sociale, per la cultura. Oggi, a maggior ragione vogliamo aiutare la comunità nel fronteggiare l'attuale emergenza. Abbiamo fatto una prima donazione di 5mila euro sul conto attivato dal Comune di Massa, soldi destinati al Noa e abbiamo mandato la nostra acqua alla Caritas e al personale dell’ospedale che, in questo momento, è in prima linea nel combattere questa battaglia per tutti noi. Stiamo anche pubblicando piccoli messaggi sulla nostra pagina facebook per gli utenti, ad esempio “idratati e bevi acqua anche se devi stare in casa” e tutti possono sostenere le donazioni». —
 

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