Gioco
«Noi balneari nemmeno contemplati dal governo viviamo alla giornata»
Luca Barbieri / CARRARA
«Una cosa è certa: sotto l'ombrellone, nel caso, non si parlerà di calcio per quest'estate...». Partiamo dalla chiosa. Quella arrivata dalle voci del mondo balneare di Marina di Carrara. La stagione è alle porte, ma il condizionale sul futuro, di fronte a questo scenario, resta d'obbligo. E i balneari lo sanno bene. Erano pronti, come ogni anno, a indossare il vestito migliore già per le prime uscite primaverili. Poi ecco l'emergenza Coronavirus. «Sì, a parte i lavori necessari prima delle aperture, ci sono bagni che comunque solitamente aprivano già dal periodo di Pasqua», precisa Marco Pardi (presidente del Consorzio Balneari Marina di Carrara). Tradotto sul calendario 2020: 12-13 aprile. «Siamo di fronte a scenari cupi, “drammatici”. Per tutti, intendiamoci, non solo per noi. Anche se nel nostro caso all'emergenza dobbiamo sommare tanti piccoli e meno piccoli problemi irrisolti, inascoltati dalla politica nel corso degli anni. Noi lavoriamo poi per un periodo limitato, quindi sì, siamo preoccupati sia per il quadro generale sia come settore», spiega sempre Pardi che annuncia: «Ci stiamo adoperando per fare qualcosa per aiutare chi ha bisogno e farlo in tempi stretti». Poi riprende il filo del ragionamento precedente: «Non c'è mai stata la volontà di darci risposte chiare e rassicuranti. Abbiamo perso tempo e non abbiamo avuto né chiarezza né risposte, talvolta semplici se ci fosse stata la volontà politica. Ora ovviamente ci sono altre priorità. C'è adesso un'incertezza a livello nazionale e francamente non si sa quando e se partirà la stagione. Il decreto per l'economia? Non siamo contemplati, noi balneari non siamo considerate imprese a quanto pare...», si rammarica Pardi. Dal Consorzio all'Associazione Balneari Marina di Carrara per cui a parlare è Michele Pianini, vicepresidente. «In questo momento siamo ancora in uno stato di “apprensione positiva” – dice –. Facciamo, in maniera isolata ovviamente, quello che possiamo per arrivare all'inizio della stagione pronti, sperando di poter cominciare. Noi auspichiamo che la situazione possa risolversi. Anche perché il mare, la bella stagione, potrebbero avere una valenza anche sociale. La spiaggia, a emergenza superata, potrebbe aiutare a dimenticare questo periodo. Specialmente penso ai bambini». Aspetti sociali, ma anche economici. «Certo, per alcuni lo stabilimento è l'unica entrata. Diventa un grosso problema. Come associazione abbiamo sul tavolo diverse idee, ma la situazione è in continua evoluzione. Non abbiamo chiesto nulla perché è nel nostro dna. Speriamo di poter ripetere la nostra storia di impresa e di spensieratezza – va avanti –. Vogliamo dare un messaggio positivo: sperare che il nostro lavoro possa servire a riportare serenità, anche se lavoriamo in una condizione precaria. Speriamo di essere qui nuovamente con i bambini dell'estate ragazzi, come l'anno scorso tramite Nausicaa». —
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