Il dolore
La prima cosa è la consegna a domicilio
Parla Roberta Drovandi dell’edicola di Villafranca in Lunigiana: «Mi aiuta mio padre, in questo periodo siamo aperti fino alle 13»
Villafranca
Resiste come tutta la categoria in questo periodo di emergenza, anche l’edicola di Roberta Drovandi in Piazza San Giovanni vicino alle poste a Villafranca in Lunigiana (tel. 333-1389659). Sono ormai passati 27 anni da quando Roberta l’ha rilevata dal precedente titolare e da subito ha affiancato al normale servizio in negozio quello della consegna a domicilio. «E’ una scelta richiesta dai bar, da tante persone che hanno il piacere di ricevere il giornale la mattina, anziani o persone che vanno a lavorare e se lo vogliono trovare al rientro – racconta Roberta – E’ un servizio che in questo periodo è aumentato perché specialmente quelli che venivano giornalmente in edicola, hanno recepito con piacere la proposta di averlo a casa, così come i tanti clienti fissi. Hanno preferito tutti questa scelta perché si sentono più tranquilli a stare a casa in questo periodo. Noi siamo contenti perché ci dà più sicurezza di avere meno contagi, abbiamo meno movimento in negozio e lo gestiamo meglio». D’altronde le norme sono chiare, ci vuole distanza di sicurezza e si può entrare uno per volta e questo crea fila. L’edicola di Roberta è il punto di riferimento non soltanto per Villafranca, ma anche per la vicina Filetto: «In questo periodo abbiamo allargato leggermente l’area di consegna, ma non più di tanto per non penalizzare il servizio nel nostro territorio. Vediamo di servire anche le frazioni di Malgrate, Mocrone oppure i paesi dei comuni confinanti come Groppoli o Arpiola di Mulazzo. Sono aiutata da mio padre. Apriamo alle 6.15 di mattina e teniamo aperto fino alle 13, tenendo chiuso in questo periodo il pomeriggio. In tempi normali teniamo aperti dalle 16 alle 19 e d’estate possiamo arrivare anche fino alle 20. La consegna a domicilio è la prima cosa che facciamo appena apriamo la mattina presto. Il servizio è aumentato, non essendoci molto movimento in negozio ed in giro per il paese a causa dell’emergenza, ma anche la lettura perché i bar sono chiusi e la gente vuole tenersi informati. Non saprei però quantificarlo in numeri». —
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