Gabbani: anch’io resto a casa Fate le pulizie, è parecchio zen
David De Filippi / carrara
«Dal salotto di casa mia vi mando un saluto».
Francesco Gabbani sceglie le pagine del Tirreno per lanciare un messaggio a tutti coloro che lo seguono con affetto.
«In questo momento ci ritroviamo uniti nella sofferenza e nel bisogno, con enorme rispetto nei confronto di tutte le persone che stanno soffrendo, ma nel contempo con ammirazione e gratitudine verso tutti quelli che in prima linea si stanno impegnando con il loro mestiere che non si ferma: parlo di medici, infermieri, forze dell'ordine, farmacisti, operatori ecologici e tutte le figure professionali al lavoro in questi momenti difficili. La mia convinzione è che, se staremo uniti, supereremo questo momento e torneremo a cantare e a gioire assieme».
«Quelli che non sono chiamati ad uscire per via della loro professione, devono però rimanere a casa, come me. A tutti voi che siete a casa, per passare il tempo, consiglio quindi un momento "zen", quasi meditativo: fate le pulizie! A me farle mi rilassa e mi permette di meditare. A volte la ricerca della serenità verte su cose semplicissime, che apparentemente sembrano inutili. Invece, nel fare quelle cose che di solito non si fanno normalmente, si può trovare della soddisfazione e un approccio in grado di dare una sensazione di serenità. Naturalmente l'ascoltare musica può essere un antidoto alla noia. Ultimamente sto concentrandomi sul raggae e sulla bossa nova, perchè nascono dall'esigenza di comunicare un messaggio sovversivo, ma lo fanno rallentando, in modo più soffuso e delicato».
«Nel mio repertorio, c'è invece una frase tratta dalla canzone "Foglie al gelo", che voglio adoperare come buon auspicio per tutti. E' quella che dice "Ritorneremo, bianche foglie al gelo nude e senza peso". Con un po' di pazienza, sarà davvero così». —
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