Sicurezza
«Ctt non dà le mascherine Pronti al blocco»
Dura lettera delle sigle all’azienda accusata di avere i dispositivi e negarli ai lavoratori in servizio E aggiungono la minaccia di bloccare tutti i mezzi provinciali
massa-carrara
I lavoratori della Ctt Nord sono sul piede di guerra nei confronti dell'azienda di trasporto pubblico. «Senza mascherine non si può lavorare» dicono, spalleggiati dalle segreterie provinciali di Filt Cgil. Fit Cistl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna. . Queste ultime lanciano anche un pesante j'accuse nei confronti della ctt Nordche non distribuirebbe le mascherine ai lavoratori, autisti in primis, pur avendole.
«"Adesso basta! Se CTT Nord non è più in grado di gestire il servizio - attaccano le sigle sindacali - se ne deve andare anticipatamente. I dipendenti non sono oggetti da sacrificare in nome e per conto del Dio denaro. Da quando è iniziata questa emergenza sanitaria, i dipendenti stanno lavorando senza Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). L'unica cosa di cui sono stati forniti è il gel disinfettante, per il resto nulla. E la cosa che sta facendo arrabbiare i dipendenti è che Ctt Nord ha le mascherine e non le distribuisce» aggiungono i sindacati di categoria, i quali spiegano che, nei giorni scorsi, i dipendenti, con il loro appoggio, «si sono rifiutati di utilizzare i pulmini ad una sola porta situata nella parte anteriore del bus perché durante la salita gli utenti si avvicinavano a meno di un metro dell'autista. Situazione, dunque, pericolosissima per il personale. L'azienda da parte sua ha emesso un ordine di servizio riabilitando i pulmini ed annunciando che, a far data dal 18 marzo, sarebbero state consegnate le mascherine di protezione. Abbiamo risposto come sindacato che le mascherine non sarebbero state sufficienti e che i bus oggetto di contenzioso non sarebbero stati utilizzati dal personale».
Ebbene, secondo le organizzazioni sindacali, dopo la lettera che ne è seguita «le mascherine non sono state più distribuite e giacciono da giorni in uno scatolone. Addirittura ci risulta che è arrivato l'ordine di riportarle alla sede principale di Pisa». Da qui la domanda: «È questo o no un comportamento irresponsabile? Le istituzioni devono intervenire». E infine: «Diversamente, denuncia o non denuncia per interruzione di pubblico servizio, saremo costretti ad interrompere completamente il servizio nella Provincia di Massa Carrara». —
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
