Attenzione
Ambulanti in ginocchio Si rischia di non ripartire
La data del 3 aprile fissata in un primo momento come quella per poter tornare nelle piazze sembra destinata a slittare
carrara
Stop a mercati e fiere. È stata una delle prime restrizioni imposte dal governo per evitare assembramenti e scongiurare la trasmissione del coronavirus.
La categoria degli ambulanti si trova, ormai da settimane, senza lavoro. E senza neppure la possibilità di pensare a quando sarà possibile riposizionare bancarelle e gazebo.
La situazione è chiara: ancora nessuna novità per il commercio ambulante.
Al momento l'amministrazione comunale non ha ancora elaborato un piano di aiuti per la categoria, perchè come aveva detto pochi giorni fa l'assessore al commercio, Giovanni Macchiarini: «da parte sua l'amministrazione al momento ha le mani legate. Tutti stiamo aspettando che esca il decreto. Si parla di una cifra importante. Ma fino a quel momento non possiamo fare niente, la palla è in mano al governo».
Ad oggi l'unica certezza è che sono vietati i mercati fino al 3 di aprile, salvo nuove proroghe governative.
Ma proprio come tanti altri privati gli ambulanti soffrono, o meglio come ha precisato il presidente dell'Anva, Pierpaolo Pucci: «la categoria degli ambulanti ad oggi è in ginocchio, già la situazione era brutta prima del Coronavirus, adesso la vedo nera. Il nostro lavoro è basato sugli incassi che ci arrivano dai mercati. Niente mercati niente soldi. Un dramma di difficile soluzione».
Una situazione che va a sommarsi ad una crisi già in atto prima dell'emergenza coranavirus, secondo Galileo Grossi, presidente della Fiva, l'altra associazione di categoria: «la situazione dei mercati era già un colpo prima del Coronavirus - spiega - e ora abbiamo preso la botta definitiva».
Insomma, questi commercianti, come tanti altri sono senza stipendio e lo saranno almeno fino al 3 di aprile. Una situazione che, considerata anche l’ulteriore stretta contenuta nellpultimo decreto del governo Conte, potrebbe andare avanti ben oltre il 3 aprile. Con tutto quello che ciò comporta per un settore già bloccato ormai da alcune settimane. —
Alessandra Poggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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