Il Tirreno

i sindacati a baker&hughes nuovo pignone 

«Si è perso salario per il diritto alla salute»

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I sindacati rispondono alla Baker&Hughes sulla questione del recente sciopero: «La dirigenza Pignone sostiene che la fermata del giorno venerdì 20 è stata concordata con le rappresentanze sindacali per favorire un clima di maggior serenità, ci auguriamo non sia un maldestro tentativo di far intendere che questa sia stata una iniziativa aziendale o peggio ancora che stare a casa in questa fase non equivalga ad una maggiore sicurezza. L’accordo nazionale citato non impedisce di gestire le peculiarità territoriali con accordi specifici».

Scrivono Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil: «È bene ricordare che Pignone pur avendo messo in campo le iniziative volte a contenere il rischio contagio da Covid19, non aveva nessuna intenzione di fermarsi, neanche un minuto e per convincerli ad attuare questa ulteriore misura precauzionale, il sindacato è stato costretto a dichiarare sciopero».

«I lavoratori hanno dovuto perdere salario per rivendicare il diritto alla salute. Le aziende più importanti del paese che non producono beni di prima necessità si stanno fermando non un giorno ma settimane. Pretendiamo in ogni luogo di lavoro l’applicazione rigida del protocollo nazionale e aziendale di gruppo, andando ad adottare tutte le misure necessarie che la particolarità e diversità di ogni stabilimento richiede. Invitiamo l’azienda a concordare con la rappresentanza sindacale gli strumenti per gestire una eventuale fermata», concludono.

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