Sicurezza
«Bisogna rispettare la salute di chi lavora»
I sindacati chiedono di riaprire un tavolo tra parti sociali, datoriali e amministrazioni in prefettura per valutare la situazione
massa-carrara
I sindacati, con i loro segretari, esprimono preoccupazione sulla situazione del contagio da Covid-19 in provincia con un'incidenza sta risultando essere la più alta di tuttala Toscana. E spingono per tenere alta l’attenzione sulle regole sui posti di lavoro.
«Anche a fronte dell'evolversi della situazione siamo a richiedere la convocazione del tavolo istituzionale che si era tenuto in videoconferenza nei giorni scorsi con il Prefetto, i sindaci delle città capoluogo, il Presidente della provincia e tutte le associazioni datoriali, al fine di monitorare e verificare la reale situazione di adozione del Dpcm nelle singole realtà produttive», scrivono Paolo Gozzani della Cgil, Andrea Figaia della Cisl e Franco Borghini della Uil.
Le segnalazioni dai lavoratori sono tante. E preoccupano i ritardi che vengono colmati solo dopo l’interessamento delle forze sindacali. «Sono numerose infatti le preoccupazioni che quotidianamente raccogliamo dai luoghi di lavoro, dove nonostante gli accordi sottoscritti permangono situazioni critiche che abbiamo puntualmente denunciato. i lavoratori si trovano a lavorare condividendo un sentimento di timore e paura nonostante le misure adottate. Come la incredibile situazione che si origina dall'organizzazione del lavoro dei vigili urbani di Massa riforniti di insufficiente materiale solo dopo ripetute denunce».
«Ribadiamo infatti che per noi la salvaguardia della salute è la condizione prioritaria e indispensabile, così come è necessario rispettare tassativamente le indicazioni contenute nel decreto ministeriale. Vogliamo sottolineare lo straordinario impegno, il senso del dovere, la responsabilità e la professionalità di migliaia di lavoratrici e lavoratori che, in settori, ruoli e condizioni diverse, sono in prima linea nella battaglia quotidiana per fermare la diffusione del virus e garantire a tutti i servizi e le produzioni indispensabili al proseguo della vita civile. Tra questi, gli addetti al nostro Servizio Sanitario Nazionale affrontano, oramai da quasi un mese, turni di lavoro massacranti e rischi personali enormi per fronteggiare una situazione emergenziale inedita e grave che purtroppo risente anche degli effetti negativi di anni di tagli e mancati investimenti nella sanità pubblica. La razionalizzazione della sanità per renderla adatta ad un contesto compatibile solo sul piano dei numeri utili alla statistica, ha mostrato tutti i suoi limiti», scrivono i tre segretari.
Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno deciso, in accordo con il Commissario straordinario per l’emergenza Covid19 e con la Protezione Civile, atti concreti per aiutare in maniera tangibile chi è in prima linea nell'emergenza coronavirus e testimoniare il sostegno di lavoratori, pensionati e di tutto il sindacato confederale al Sistema Sanitario Nazionale.
«È stato aperto un conto corrente bancario - Monte dei Paschi di Siena IBAN IT 50I 01030 03201000006666670 con causale: "Aiuta chi ci aiuta" - su cui far pervenire le sottoscrizioni di singoli cittadini, lavoratori e pensionati, luoghi di lavoro e leghe dei pensionati. Il ricavato sarà interamente versato alla Protezione Civile per il potenziamento dei reparti di terapia intensiva e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale», concludono. —
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