Il Tirreno

Trasportatori: tantissimo lavoro e nessuna garanzia sul contratto

Trasportatori: tantissimo lavoro e nessuna garanzia sul contratto

Lo sfogo della Fit-Cisl: «Stanno lavorando durante l’emergenza Covid-19, ma senza alcun rinnovo»

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MASSA-CARRARA. «Il Covid-19, oltre alle tante morti che sta seminando, sta mettendo a dura prova il mondo dei Trasporti e di conseguenza la Fit-Cisl».

Inizia così il commento del sindacato in piena emergenza coronavirus. «Stiamo parlando del trasporto merci e persone, dell’igiene urbana, con le aziende di raccolta e smaltimento rifiuti, del settore delle pompe funebri, insomma tutti settori in questo momento di emergenza nazionale dichiarati e considerati “attività essenziali”, che non si possono fermare perché si rischierebbe una paralisi del Paese. Pensate a cosa succederebbe se non venissero riforniti i supermercati o le farmacie, cosa succederebbe se non venisse garantito il ritiro della nettezza urbana o quest’ultima fosse depositata a oltranza in qualche deposito senza essere trattata e smaltita nei modi previsti. I dipendenti di questi settori continuano ogni giorno a fare il proprio lavoro con solerzia, competenza, impegno e con la massima professionalità ma hanno paura, tanta paura. Come avviene in tanti altri settori anche loro stanno lavorando con pochissimi o addirittura con nessun dispositivo di protezione individuale, per cui oltre a rischiare la propria incolumità mettono quotidianamente a rischio quella dei propri famigliari. Pensate al rischio di un addetto alla raccolta rifiuti del porta a porta che maneggia sacchi di possibili portatori di Covid-19, l’autista del trasporto merci che macina chilometri in lungo e in largo per il paese, al portuale che ha contatti con persone sconosciute provenienti da tutto il mondo o l’autista del bus che passa l’intero turno di lavoro chiuso in una “scatoletta di latta” con un continuo viavai di utenti a bordo e poi torna a casa la sera con gli stessi indumenti che ha utilizzato durante l’orario di lavoro. E proprio sul trasporto pubblico, a tutela dei dipendenti e degli utenti, vogliamo porre una domanda: non sarebbe il caso che le forze dell’ordine effettuassero controlli anche tra l’utenza dei bus per vedere se questi utilizzano il mezzo pubblico per comprovate esigenze o per altri motivi? Questa emergenza sta facendo riscoprire l’importanza di alcune categorie di lavoratori come quella dei medici, degli infermieri, dei ricercatori ma anche quella dei dipendenti che la Fit-Cisl rappresenta. E noi ne siamo orgogliosi. Una rappresentanza spesso difficile perché trattasi di lavoratori mal retribuiti. Contratti Collettivi spesso scaduti da anni e rinnovati quasi per pietà con piccoli spiccioli che non coprono l’inflazione».

E ancora continua la Cisl il suo sfogo: «Emblematico il caso del rinnovo del Ccnl autoferrotranvieri, avvenuto a novembre del 2015 dopo sette anni dall’ultimo rinnovo, e dopo lunghe lotte sindacali che adesso è nuovamente scaduto il 31 dicembre 2017 e ad oggi non è ancora stato rinnovato nonostante gli innumerevoli scioperi. Chissà se finita questa brutta emergenza sanitaria questo governo, o i futuri governi, di qualsiasi colore essi saranno, ripenseranno ai poveri dipendenti dei Trasporti che durante l’emergenza Covid-19 hanno continuato a lavorare perché rappresentano un servizio essenziale per il Paese. Chissà, noi siamo ottimisti, dobbiamo essere ottimisti, ma la storia, che è ciclica, ci insegna che la politica ha memoria corta e riconoscenza zero» —

 

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