Gioco
Acque dei mari pulite nel 2019 Non alle foci dei fiumi apuani
Le situazioni peggiori alle foci di fossa Maestra, e torrenti Magliano e Brugiano Quasi sparita in Toscana l’alga Ostreopsis, unica concentrazione a Massa
Massa Carrara
Per Arpat la stagione balneare 2019 è stata positiva, quanto a qualità delle acque. Lo dice il suo ultimo report, che parla di miglioramenti delle percentuali di inquinamento, che si sono notevolmente abbassate, e di una diminuzione anche della proliferazione dell’alga tossica, quasi sparita dalla costa toscana, se non fosse per la sua resistenza nel Comune di Massa.
Buone notizie, dunque, con alcune eccezioni: nel 2019 in Toscana, all’interno degli 11 divieti permanenti di balneazione, per motivi igienico sanitari, si è rilevato un generale aumento delle contaminazioni rispetto al 2018. Su 66 campioni analizzati, scrive Arpat, il 43% (29) ha evidenziato valori al di fuori dei limiti normativi ed in oltre il 55% si sono avute concentrazioni da 2 a 10 volte superiori ai limiti. Le situazioni peggiori sono state riscontrate presso la foce della fossa Maestra, a Carrara, e presso la foce dei torrenti Brugiano e Magliano a Massa, con il 100% dei prelievi non conformi. Inoltre, con circa un terzo dei campioni contaminati, risultano il torrente Parmignola, sempre a Carrara e il torrente Frigido di Massa. Insomma, le foci dei fiumi apuani continuano a rimanere inquinate e interdette.
La stagione balneare 2019, però, secondo Arpat, è stata caratterizzata da un'elevata qualità delle acque ed i casi di non conformità sono stati leggermente meno che nel 2018: 47 campioni totali non hanno rispettato i limiti (2.7% sul totale di quelli prelevati), a fronte di 51 nel 2018 e quasi la metà nel biennio precedente (22 nel 2016 e 19 nel 2017). Nonostante il numero totale sia inferiore, questi episodi hanno interessato molte più aree di balneazione del 2018 (37 contro 29), che coprono quasi 39 km di costa (erano 32 km).
Durante la stagione balneare 2019 le condizioni meteorologiche sono state abbastanza instabili con abbondanti precipitazioni in tutto il periodo primaverile, ma con episodi anche intensi a carattere locale nei mesi più caldi: di conseguenza, durante tutti questi episodi, vi è stato un apporto di carichi inquinanti veicolati dai corsi d’acqua che sfociano lungo la costa toscana.
Queste criticità sono state la causa di tutti i divieti temporanei di balneazione rilevati nel 2019, soprattutto tra aprile e maggio, nelle aree del litorale apuo-versiliese (Carrara, Massa, Montignoso e Camaiore). Infine, ormai da alcuni anni in Toscana non si hanno importanti fioriture di Ostreopsis ovata, la famosa alga tossica, nonostante le condizioni ambientali siano state molto diverse nelle ultime stagioni.
Secondo Arpat non si è rilevata alcuna vera fioritura la scorsa estate, ma solo alcuni aumenti delle concentrazioni di Ostreopsis ovata in colonna d'acqua e in momenti diversi nelle varie zone controllate del litorale apuano, cioè nello specifico, l’alga si è concentrata tutta in una piccola porzione di costa nel Comune di Massa e in parte in quello livornese. Dati che fanno ben sperare anche per la stagione 2020. —
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