Il Tirreno

Chiuso il distretto a Massa per sanificare

Libero Red Dolce
IL distretto sanitario di via Tambura a Massa
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IL distretto sanitario di via Tambura a Massa

Ci sono stati dei positivi tra i dipendenti, affermano fonti sindacali. Si riapre lunedì

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Massa Chiusura fino a lunedì 23 marzo per la sanificazione della Casa della Salute in via Tambura. L’annuncio arriva con un foglio appeso fuori dalla porta e poi ufficializzato con un comunicato dell’Asl Toscana Nord. Secondo fonti sindacali, due membri del personale sono risultati positivi al tampone per il Covid-19: un infermiere e un amministrativo, addetto al Cup.

La decisione è di sanificare tutti gli ambienti. La Casa della Salute, per ovvie ragioni, è uno di quei presidi territoriali importantissimi per garantire i servizi sanitari alla popolazione. E anche in questi giorni le file all’ingresso, per le varie necessità, si allungavano fuori dal portone. Con un passaggio di gente continuo e chiaramente diverse occasioni per contrarre il virus.

Con uno stringato comunicato l’Asl ieri pomeriggio ha ufficializzato la situazione attuale: «Nella mattinata di sabato 21 marzo, dalle 8 alle 12, alla postazione di check point collocata all’ingresso della struttura potranno essere ritirate le risposte degli esami del sangue già effettuati». Chi insomma avrà bisogno di recuperare i suoi esami non si vedrà la porta sbattuta in faccia. Ma dentro saranno in azione i tecnici per sanificare gli ambienti.

In ogni caso tutto riparte normalmente, se si può utilizzare questa parola, già dall’inizio della prossima settimana. È la stessa Asl a confermarlo sempre nello stesso comunicato: «Le normali attività sanitarie riprenderanno regolarmene lunedì mattina, 23 marzo».

Una delle cose che i dipendenti avevano segnalato negli scorsi giorni al sindacato era la mancanza di termometri all’ingresso per controllare la temperatura a chi arrivava.

Il timore era che alcuni arrivassero con la febbre, magari senza dichiararlo. E poi facendo le visite nei vari ambulatori potessero divenire vettori di contagio. Considerando anche che il virus ormai si sta allargando e probabilmente sono diversi che lo portano in giro ancora senza consapevolezza

Inoltre, altra questione sollevata dai dipendenti, c’è stato un problema con i materiali. Il personale sanitario era stato fornito di mascherine chirurgiche, ma non delle ffpp2 e le ffpp3 che sarebbero quelle più adatte. La penuria di materiali ovviamente non ha risparmiato nemmeno il distretto.

Tanti cittadini vanno anche per prendere le ricette mediche dai medici di famiglia. Proprio in questi giorni sono cambiate le regole e il paziente può chiedere direttamente al medico di fare arrivare la prescrizione alla farmacia concordata per poi andarli a ritirare lì. Una cosa importante da sapere perché alleggerisce eventuali code e affollamenti che possono essere pericolose per i contagi.

Più o meno al distretto arrivano un centinaio di persone al giorno. Al distretto si erogano servizi essenziali come la ginegologia, l’odontoiatria, il servizio a domicilio, il Cup e i medici di famiglia, che al terzo piano hanno la Casa della Salute. E dunque il flusso di persone è costante e i lavoratori chiedono che chi ci lavora sia tutelato.

Una donazione è arrivata da un privato in questi giorni, una cinquantina di mascherine. In attesa che arrivino i rifornimenti per il personale. Lunedì si riapre.


 

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